Una volta, io e il mio collega, Stefano, si chiama, stavamo andando a pranzo, abbiamo visto Il Grigio.
Non avevo mai visto Il Grigio prima di quel giorno lì, ma quel giorno lì, andando a pranzo con il mio collega, per la prima volta, l’ho visto, Il Grigio, ed è stata una svolta.
Lavoravo da poco in banca a Cuneo, e non ero abituato a camminare sotto i portici in pausa pranzo, forse era per quello che non l’avevo mai notato, Il Grigio, o forse era perché le altre volte che mi era capitato di vagabondare per Cuneo non ero ancora un bancario. E quel giorno lì è stato il giorno che mi son detto Mio dio, cosa ho fatto. Quel giorno lì è stato il giorno che mi son accorto veramente di essere un bancario.
Camminavamo sotto i portici, io e il mio collega, Stefano, si chiama, stavamo andando a pranzo al solito bar dove andavamo sempre, dove ci facevano un prezzo speciale, dicevano, e a un tratto mi accorgo che Stefano stava guardando un tizio, e faceva un movimento con la bocca, diceva qualcosa sottovoce, tra sé e sé, a me era sembrato di star camminando insieme a un pazzo. Stava guardando un tizio, vestito di grigio, con la faccia grigia, l’espressione grigia, e avresti detto che aveva anche i capelli, grigi, e invece no, quelli eran castani, normali, un po’ stempiato, anzi piuttosto stempiato, però sembrava che il grigio si spandesse su tutta la sua persona, sembrava che il grigio lo pervadesse; chissà che vita fa, mi son detto, questo tipo grigio, di sicuro farà qualche lavoro di concetto, impiegatizio, qualche lavoro che non lascia spazio alla creatività, all’umorismo, qualche lavoro, così per dire, grigio. Ed era il suo lavoro, grigio, che con il suo grigio infettava tutta la persona, quella persona che poi avrei imparato a chiamare Il Grigio, pervadendola con tutta la sua grigità assoluta. Un qualche lavoro grigio, ripetevo tra me e me, un lavoro di concetto, impiegatizio, poco creativo, e mi sembrava di vedere il mio, di lavoro, mi sembrava di vedere me.
Quando Il Grigio l’avevamo ormai sorpassato, ho guardato Stefano, che aveva cominciato a guardare me, e mi aveva detto che quello lì era Il Grigio, e che quando lo incontravo dovevo dire, tra me e me, Non sarò mai come te, non sarò mai come te.