vita di blogger

Grigio

Una volta, io e il mio collega, Stefano, si chiama, stavamo andando a pranzo, abbiamo visto Il Grigio.
Non avevo mai visto Il Grigio prima di quel giorno lì, ma quel giorno lì, andando a pranzo con il mio collega, per la prima volta, l’ho visto, Il Grigio, ed è stata una svolta.
Lavoravo da poco in banca a Cuneo, e non ero abituato a camminare sotto i portici in pausa pranzo, forse era per quello che non l’avevo mai notato, Il Grigio, o forse era perché le altre volte che mi era capitato di vagabondare per Cuneo non ero ancora un bancario. E quel giorno lì è stato il giorno che mi son detto Mio dio, cosa ho fatto. Quel giorno lì è stato il giorno che mi son accorto veramente di essere un bancario.
Camminavamo sotto i portici, io e il mio collega, Stefano, si chiama, stavamo andando a pranzo al solito bar dove andavamo sempre, dove ci facevano un prezzo speciale, dicevano, e a un tratto mi accorgo che Stefano stava guardando un tizio, e faceva un movimento con la bocca, diceva qualcosa sottovoce, tra sé e sé, a me era sembrato di star camminando insieme a un pazzo. Stava guardando un tizio, vestito di grigio, con la faccia grigia, l’espressione grigia, e avresti detto che aveva anche i capelli, grigi, e invece no, quelli eran castani, normali, un po’ stempiato, anzi piuttosto stempiato, però sembrava che il grigio si spandesse su tutta la sua persona, sembrava che il grigio lo pervadesse; chissà che vita fa, mi son detto, questo tipo grigio, di sicuro farà qualche lavoro di concetto, impiegatizio, qualche lavoro che non lascia spazio alla creatività, all’umorismo, qualche lavoro, così per dire, grigio. Ed era il suo lavoro, grigio, che con il suo grigio infettava tutta la persona, quella persona che poi avrei imparato a chiamare Il Grigio, pervadendola con tutta la sua grigità assoluta. Un qualche lavoro grigio, ripetevo tra me e me, un lavoro di concetto, impiegatizio, poco creativo, e mi sembrava di vedere il mio, di lavoro, mi sembrava di vedere me.
Quando Il Grigio l’avevamo ormai sorpassato, ho guardato Stefano, che aveva cominciato a guardare me, e mi aveva detto che quello lì era Il Grigio, e che quando lo incontravo dovevo dire, tra me e me, Non sarò mai come te, non sarò mai come te.

Standard

18 thoughts on “Grigio

  1. Lucam says:

    Si, mi ricordo, è stato il giorno in cui ripetevo tra me che finalmente il signor Arcobaleno aveva trovato la sua pentola di monete d’oro con cui andare a passeggio.
    Non sarò mai come voi…

  2. AB says:

    “la verità è che bisogna essere molto “colorati dentro” per indossare bene il colore grigio”
    B.H.

  3. sono sicur-issima che per ognuno di noi esiste questa figura che magari soggettivamente può avere dei colori diversi. Ma sono sicura proprio sicura che sono sempre tutti opachi, tristi e spenti questi colori

  4. a me interessava sapere se ha funzionato per il tuo collega, Stefano, quell’anatema al contrario. per te me pare evidente, e magari non lo hai manco detto.

  5. Antimemes says:

    Io proprio oggi sono andata in banca, e lì, durante quell’ora di attesa mi sono accorta che la banca era stata rimodernata, che era tutta di marmo e d’oro. C’era una musichetta nell’aria che sembrava quella che ci s’immagina ci sia nella fabbrica di giocattoli di Babbo Natale, dove i folletti impacchettano felici. E c’erano delle donne che le riconoscevi per il tintinnio di campanellini che sembravano emettere quando camminavano con i loro tacchi a spillo ai piedi di quelle loro gambe bellissime, strette in calze vellutate. Sorridevano con quei loro denti brillanti quanto i loro anelli sgargianti, ed emanavano profumi fruttati. E lì, mi sono sentita proprio grigia.

  6. Ti ho linkato nel mio nuovo blog.
    Se un giorno vorrai passare e lasciare un commento carino sarebbe gentile. Non farlo ora però, perchè c’è un post solo. Se mi scrivi che ho un bel blog e c’è un post solo potrei pensare che mi stai prendendo in giro. Però in effetti è un bel post.

  7. Bill Lee: abilita i feed completi, ché mi interessa leggere quel che scrivi. È bello il tuo primo post, e anche i commenti che hai lasciato qui in passato.

  8. oh mio dio sono quasi commosso.

    Ho abilitato i feed completi anche se non ho idea di cosa siano.

    Però ora ho la certezza che “non so niente” sia il titolo migliore che potessi trovare per il mio blog.

  9. Mi son chiesto se allora anche i tuoi capelli eran grigi, anzi no, castani, normali, un po’ stempiato, anzi piuttosto stempiato,..
    Tu, poi, hai cambiato lavoro, vero?

Rispondi