Coscienza
mercoledì 2 dicembre 2009
(Quest’estate, Il Foglio, come a molti altri, mi ha chiesto di scrivere un post sulla coscienza. Ho molto tentennato, pensando che scrivere di coscienza su Il Foglio potesse somigliare a ballare di architettura, ma poi, all’ultimo momento utile, ho scritto questo. Non lo dico neanche, che non l’hanno pubblicato.)
Mi sono chiesto spesso che cosa fosse la coscienza, e per coscienza intendo la coscienza morale, ovvero la capacità di discernere il bene dal male e agire di conseguenza. Tutte le volte che penso a questa cosa, mi viene in mente mia nonna. Mia nonna aveva un modo di guardarti, quando stavi facendo qualcosa di sbagliato, dicendo qualcosa di sbagliato, o anche solo pensando di far qualcosa di sbagliato, e tu, istantaneamente, guardando tua nonna che ti guardava, ti accorgevi subito che quel che stavi dicendo, facendo, o anche solo pensando, era sbagliato. Anche oggi, io vado tranquillo, nelle mie decisioni, azioni e pensieri: se non vedo nella mia testa lo sguardo implacabile di mia nonna, quello sguardo che ricordo così bene, io vado tranquillo; sono tranquillo che quello che sto facendo non è sbagliato. E tutte le volte che mi chiedo che cos’è la coscienza, mi rispondo: è mia nonna.

79 commenti
e quando vedevi tua nonnna che faceva il bagno, capivi di avere la coscienza sporca.
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Ecco, che talvolta me lo chiedo anch’io, che cos’è la coscienza.
E adesso son felice di avere la risposta: la coscienza è la nonna di Alessandro!
io se ero il foglio la pubblicavo, ma non potevo essere il foglio, molto difficile
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Ma infatti. Secondo me è una risposta che può avere un valore universale.
Quei lì son giornali con dei gusti incomprensibili. Non si capisce proprio.
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… se non è piaciuto, è perchè devono averci la nonna che spaccia crack o robba peggio…
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Questo spiegherebbe tantissime cose…
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Proprio per questo io non compro Il Foglio, perché vedo tua nonna con il suo sguardo inquisitorio che scuote la testa
io invece, per colpa dei cartoni animati che mi facevano vedere da piccolo che mi hanno un pò segnato la vita, io dicevo per me la coscienza è il Grillo Parlante
Quelli de Il Foglio son come quelli de La Voce di Romagna, delle teste di pynoli.
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è bello accendere il pc al mattino e trovare la risposta a una delle tante domande della vita: e forse la nonna di Alessandro è d’accordo con me.
senza nulla togliere ai bravi amici che hanno scritto i loro bei pezzi diligenti o trasgressivi il giusto, questo sarebbe stato il più bello di tutti (anche più del mio che non ho mandato perché mi si nota di più se non vado alla festa, per poter fare lo sborone che ah, ma io ci ho risposto di no, e perché avevo in mente quella cosa di dentro a susan boyle e della crema al mascarpone che secondo me non sarebbe piaciuta).
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una volta da bambino stavo leggendo TV Sorrisi&Canzoni. Soffermandomi su una superfoto gigante di Craxi che cammina tra i garofani dico Nonna, chi è questo?, e lei Quello, Marco, è IL NEMICO. La coscienza, cioè mia nonna, aveva le idee chiare.
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una volta da bambino stavo leggendo TV Sorrisi&Canzoni soffermandomi su una superfoto gigante di Craxi che cammina tra i garofani. Dico Nonna, chi è questo?, e lei Quello, Marco, è IL NEMICO. La coscienza, cioè mia nonna, ha le idee chiare.
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Poi dopo commento meglio. Per ora ti dico che hai reso in poche parole molte pagine di trattati sulla mente. Per me hanno fatto un errore a non pubblicarlo.
Cavoli, son contento. Erano secoli che non mi arrivava un apprezzamento di vic. Che oltretutto predilige il mio pezzo rispetto a dei competitor ai quali non son degno neanche di allacciare i calzini.
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avevi per nonna un grillo?
Sciocco non pubblicare questo pezzo. Son quelle cose che se non le capisci, non le capisci e punto. E anche questo spiega tante cose.
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credevo avessi scritto qualcosa di sovversivo, chissà perché non l’hanno pubblicato
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no no, era il grillo di Pinocchio
si!
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vi sfugge l’essenziale: dire nonna a ferrara è come dire slitta a charles kane, o madre a johnny stecchino. gli partono tutta una serie di confusi flashback (madre lontana cut tavolo di cucina della nonna cut torta in forno cut etc), va in para dura e preferisce rimuovere.
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boh, io vado contro corrente, Alessandro non si arrabbi: mi sembra un po’ deboluccio ecco
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il pezzo è bello: ti hanno detto perché non l’hanno accettato?
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Che bello! Ma tua nonna era una mondina, per caso?
caro Alessandro
forse era tua intenzionale o forse no, ma hai fornito una discreta definizione (metaforica) di cosa è una coscienza: è una voce che ti parla/guarda. Non è unica, perchè magari non c’è solo la nonna a guardarti, ci sono molte persone e molte idee che ti guardano e ti indirizzano (te come tutti gli altri)e così viene fuori che la coscienza (secondaria) è qualcosa che sta tra te e il mondo, è un filtro. Essendo un filtro, e formandosi alla luce delle tue esperienze, può essere diverso da un individuo all’altro, ma anche abbastanza simile. Riflettiamo un momento a questa ipotesi: sarebbe possibile una coscienza secondaria qualsivoglia senza qualcuno che la instillasse in noi per mezzo di sguardi (caso tuo) o sguardi e parole o solo parole?
No.
La coscienza II è qualcuno che osserva. Questo qualcuno pensi essere tu perchè è il risultato delle tue modifiche cerebrali, ma non sei proprio tu, sei tu più tutto quello che hai provato e che ha influito su di te.
La coscienza II è qualcuno che ti guarda, ti guarda nel senso che vigila su di te, nel bene e nel male.
Hai proprio reso bene il fatto.
Questo articolo (peccato chiamarlo post) è bellissimo! Grazie
No. Non ho mai avuto risposta.
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(Jacopo: io son d’accordo con te)
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quindi vic sta allo zio bonino come lo zio bonino sta a me…
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Ma perché il foglio chiede ai voi celebrità dell’internet di scrivere qualcosa per loro?
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sono in una relazione con zio bonino e sidgi, ma non è come pensate.
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vic, sei io stessi a te sarebbe un po’ come saltare generazioni e generazioni di blogghitudine zompando a piè pari a fianco dello zio. possiamo parlarne per favore? grazie.
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Paopasc: questo pezzo qua l’ho scritto tipo in cinque minuti, non sapevo di aver scritto una cosa tanto precisa, l’ho raccontata più o meno come la vedo io, semplificando. Certo, non è solo mia nonna, ma è anche ogni volta che ho fatto cose per cui son stato rimproverato, ecc. Comunque pensavo peggio.
Zompare? Che cosa c’entra zompare adesso. Sempre col chiodo fisso eh?
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zitto tu che pratichi la ferrovia tantrica :)
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like alla ferrovia tantrica :D
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dovrebbe essere tipo "vic sopra zio bonino è uguale a zio bonino sopra sidgi" (dove "sopra" va inteso come operatore matematico).
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Non mi convince questa matematica, secondo me state cercando di fregarmi con la tecnica del panino.
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la tecnica del panino non mi mettete in mezzo a me eh!
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siamo nel web 2.0, la tecnica è quella del tramezzino.
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Secondo me, è solo la mia impressione, l’equazione funzionerebbe meglio se teniamo fuori vic.
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@zio: non saprei… dato che vic è un po’ un tuo riferimento capisci bene che se lo togliamo dall’equazione (cioè da sopra di te) poi si perde anche quel gusto della sfida :)
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se al posto di vic mettiamo ics e proviamo a calcolarne il valore, viene fuori zio bonino al quadrato sopra sidgi. io non so mica se è una cosa legale.
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vic, no, direi di no, anche perché qua mi pare che l’unica che rimane fregata sono io. senza offesa è, zio! :)
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Lo so che non c’entra niente con il tema della coscienza, ma vagando qua e la’ ho trovato queste righe di Galluccio, un fisico che e’ anche lui tanto bravo con le parole. mi piace condividerle con voi.
Esercizio lungimirante
fare calcoli sulle parti
riflettere su rimanenze
addentrarsi tra le parentesi
(sospendendo quel che premeva fuori)
e dire cosi’ addio all’eden degli interi
E impariamo che non possiamo sommarci
subito
ma dobbiamo prima denominarci
comunemente
conoscere la minima essenza condivisa
che ci moltiplichi.
Ciao alla prossima
Ma te pensa: io pensavo che eri quella che ci guadagnava!!!1
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Vedi che non osa contraddirmi? :)
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ho avuto paura. ziobonino al quadrato sopra sidgi m’ha impressionato. ;-)
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più che tua nonna è il daimon di Socrate incarnato :)
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Citare Socrate non è nella mia poetica, suvvia.
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Non vedo lungimiranza nella scelta del Foglio. Sono giornalisti ancora più orribili di te quando diventi orribile.
mi sa che il daimon ti ha fatto suo.
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Da oggi ufficialmente “La coscienza di Nonna” ha preso il posto de “La coscienza di Zeno”. Se Zeno vedeva e scriveva per (curare) se stesso, qui la nonna guarda e parla per (prendersi cura di) tutti.
Se la coscienza è la nonna, è evidente che quella di Berlusconi è morta (la nonna? la coscienza? entrambe?)
(io se devo dir una cosa di questa iniziativa la cosa che mi ha scocciato parecchio è che non è stata interpellata una donna che fosse una donna e mi so’ scocciata per ’sta cosa non è un lamento ma una constatazione eh, e ce l’ho qui da dire da quel dì – e scusa szio l’intemperanza)
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(io se devo dir una cosa di questa initiavia la cosa che mi ha scocciato parecchio è che non è stata interpellata una donna che fosse una donna e mi so’ scocciata per ’sta cosa non è un lamento ma una constatazione ehe ce l’ho qui da dire da quel dì – e scusa szio l’intemperanza)
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(io se devo dir una cosa di questa initiavia la cosa che mi ha scocciato parecchio è che non è stata interpellata una donna che fosse una donna e mi so’ scocciata per ’sta cosa non è un lamento ma una constatazione eh ce l’ho qui da dire da quel dì – e scusa szio l’intemperanza)
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Vabbe’, è il Foglio.
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( chevvordì? al foglio non ci sono fimmine? se non sbaglio era una sciura a chiedere i pezzi, se non sbaglio ma non son sicura)
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bello il post e bei commenti.
sì, lo era.
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Se dicevi che la coscienza era lo sguardo di tuo zigote quando ti guarda nei gameti ti pubblicavano
(ecco, peggio ancora)
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Alessandro, pensavo che il post fosse del mio compaesano, perciò ho evocato le mondine, capii pera per mela, come al solito. Mia nonna è sempre stata un’incosciente e il mio punto di riferimento. Questo post mi ha zittito per lungo tempo, ma proprio che non ci trovavo niente da ridire tanto era perfetto nella forma e dolcissimo nel senso di delizioso nella sostanza. Continua così, e farò felici i Brevilinei (coloro che amano le linee brevi da assaporare leggendo).
Ci ho messo un bel po a formulare l’assunto del mio povero pensiero. La coscienza è la parte migliore di me, e come spesso accade non sempre ha il sopravvento.
Certo che se il po avesse l’accento eviterebbe di confondersi con la Brenta
il peggio deve ancora venire, invece: era una sciura che è stata candidata nella lista "Aborto, no grazie" di Ferrara (la lista pazza, come la chiamava lui).
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purtroppo non posso che confermare, dopo adeguato googlamento. Sono sempre più felice di non essere stato pubblicato.
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no comment (meglio così allora)
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be’, trovo questo post commovente, e non scherzo.
Pensare alla coscienza come allo sguardo della nonna è bellissimo, e me lo posso persino portare a scuola per i miei virgulti :-)
(ma ci saranno ancora nonne così, anche per loro?)
se ti garba, questo che hai scritto mi farebbe piacere metterlo di là, nel tumblr dove raccolgo i ricordi delle nonne
Ne hai facoltà, Marchino :)
grazie, provvedo allora
Io invece avevo spedito questo al Foglio. Non l’hanno pubblicato.
Mica facile. Il tema è, prima ancora che teologico filosofico psicologico etico psichiatrico, lessicale. Etimologico, quasi ontologico, sebbene non necessariamente logico. Se sotto la pelle mia mortale dimora al di là di ossa cuore fegato polmoni un quid immateriale che chiamiamo Coscienza, urge accordarsi sul significato. Sennò si fa confusione. E va bene così, per carità. E’ dal caos che di solito nasce ordine e bellezza; dalle stasi della certezza raramente si generano dinamismi coerenti. Coscienza. La Coscienza e’ intelligenza? E’ scienza? Certo, anche. E’ sapienza, esperienza, conoscenza. E l’oggetto conosciuto, saputo, esperito, cosa è? Noi? L’universo? Il rapporto tra noi e l’universo? O il rapporto tra noi e l’universo definito istante per istante, in quanto continuamente variabile? E il soggetto che sa, conosce, esperisce, chi è? L’Io? Un Altro fuori di me autocosciente ed onnisciente? Un universo senza consapevolezza escatologica, ossia rozza materia inerte ed inerme? Oppure una Interiorità distinta dall’Io, Autocoscienza altra da me sebbene in me? E la Coscienza non è definibile nè concepibile senza i suoi opposti; spesso chiamiamo Coscienza la manifestazione dei suoi contrari. Incoscienza, inconscio, in-esperienza, in-sipienza: sono le paure della Coscienza, le sue lacune, i suoi lati oscuri e inafferrabili, forse istintivi, forse tracotanti e deformi, forse autentici, forse la Coscienza stessa che tanto cerchiamo. Strana la Coscienza: è guerra all’incoscio o sintesi dialettica di singole incoscienze?
Spiace vedere che molte persone non hanno mai avuto una nonna!
Stefano, se lo spedivi alla Padania ti querelavano per ogni termine non compreso, cioè una sessantina di volte.
la coscienza è una spina: lei sa quando bucare lo schermo.
la coscienza non è il materassino che abboffi, e ti rilassi.
la coscienza viene da lontano e si ferma alla prima stazione,
quando sai che stai barando.per esempio, tanto per dirne una, la coscienza non sopporta queste due paroline, per esempio.
la coscienza non ha bisogno di fare esempi, di per sé, presa così com’é la coscienza è un esempio mentre ti guardi dentro.
la coscienza non viene mai a patti, a meno che non sei morto.
mai conosciuto la coscienza e, non ho nessuna intenzione di sporcarmi le mani. se hai la coscienza sporca, lascia almeno che non ti rovini le mani.specie, dopo il manicure.