Stamattina stavo pensando a come finire di scrivere una cosa, una cosa che poi nei prossimi giorni avrei intenzione di mettere qui, e mi stavo chiedendo, mentre mi rotolavo nel letto facendo finta di cercare di dormire, ma in realtà stavo pensando a questa cosa, mi stavo chiedendo se avesse un senso metterci una vera e propria conclusione.
Mi è venuta in mente una frase di Tom Clancy, che è uno che scrive dei libri che sembran fatti apposta per diventare dei film, tanto che uno si chiede che senso abbia scrivere dei libri così, uno si chiede perché non scriva direttamente delle sceneggiature dei film invece di scrivere dei libri che sembrano dei film e dai quali si può trarre un film senza perdere niente di quel che c’era nel libro, ma questo è un altro discorso che vale per tanti libri, e verrebbe poi lungo, quindi è meglio che soprassediamo e continuiamo a pensare a quel che stavo pensando, cioè che mi è venuta in mente una frase di Tom Clancy che ho letto non so dove, che dice che la differenza tra la realtà e la fiction, è che la fiction deve avere un senso.
Io non so mica se son d’accordo. È che mi son accorto, nel tempo, che le cose che mi piaccion di più son quelle che alla fine un senso di per sé mica ce l’hanno, son quelle che poi alla fine il lettore sta lì a domandarsi che senso abbiano, e che poi gliel’attribuisce, un senso, ma non è un senso che sta all’interno del testo, ma è un senso che sta nella sua testa, e poi, se gli capita, al lettore, di confrontarsi con altri che han letto lo stesso testo, vien fuori che questi altri di senso gliene han attribuito tutto un altro, un senso individuale, che ognuno tira fuori da sé, ed è come se quel testo fossero tanti testi, ognuno per le teste che lo leggono e lo pensano, e quei testi lì, che si ramificano in tanti testi, tanti quanti sono i suoi lettori, secondo me son quelli più belli. Che poi io lo so, che ci sarà qualcuno che dirà che è troppo facile per l’autore non tirare i fili delle proprie trame, e lasciare che lo facciano i lettori, ci sarà qualcuno che dirà che è una scorciatoia, però secondo me non è affatto vero, perché è quello, secondo me, il bello della lettura: che ci si costruisce un mondo, diverso per ognuno, e più è diverso, più è propriamente tuo.
Poi alla fine però non ho mica ben capito come voglio finire quella cosa che sto scrivendo; alla fine, secondo me, adatto questa cosa qui, e secondo me va bene.