Un mondo a rotoli
lunedì 11 gennaio 2010
Immaginavo un mondo in cui non esistano i libri. Un mondo in cui la pergamena non è mai stata tagliata a pezzetti e rilegata, un mondo in cui non esistano le pagine. Un mondo che, quando è arrivata la carta, si è comportato nello stesso modo di prima, un mondo in cui si legge sui rotoli. Un mondo in cui la lettura è un atto che si esercita tenendo in mano il rotolo, e arrotolando la parte superiore, e srotolando la parte inferiore, facendo così scorrere il testo verso l’alto man mano che lo si legge. È un mondo in cui esistono specifici supporti su cui si appoggiano la parte superiore e inferiore dei rotoli, e con una manopola, o con una manovella, si arrotola il rotolo mentre si legge. Magari, nel tempo, il processo di arrotolamento può essere elettrificato, basta premere un pulsante, e la fatica fisica del leggere si allevia, ci sarà chi si lamenta dicendo che non è più la stessa cosa, ma leggere è diventato molto più facile, con l’elettrificazione.
Il libro, in quel mondo lì, assomiglia al cosiddetto gobbo televisivo, dove le frasi che deve pronunciare il bravo conduttore sono scritte su un foglio unico, che viene progressivamente arrotolato in alto e srotolato in basso, producendo l’effetto che fa il leggere i titoli di coda di un film, che scorrono su uno schermo, anche se il lettore, sui titoli di coda di un film, non ha nessun controllo, e invece, in questo mondo qui, basta variare la pressione sul pulsante per variare la velocità a cui le parole si presentano alla lettura. Pensandoci, si può vedere che anche il cosiddetto gobbo televisivo ha subito dei progressi mica da poco: a un certo punto ci si è accorti che era molto più comodo fare scorrere nello stesso modo le parole su uno schermo che non scriverle ogni volta su carta. E in quel mondo lì, oggi, il rotolo che era su carta ha subito gli stessi progressi: in quel mondo lì il pulsante, che prima faceva girare un motorino che arrotolava la parte superiore del rotolo, ora comanda uno schermo, dove le parole man mano che vengon lette scorrono dal basso verso l’alto. Qualcuno, anche qui, si è lamentato, ma ci si è accorti che l’innovazione era buona, perché tutto quell’arrotolare e srotolare era macchinoso, perché riarrotolare il rotolo dopo che lo si era letto era macchinoso, perché adesso si può cercare nel testo, adesso si può entrare nel testo in un punto qualsiasi, e si capisce, è tutta un’altra vita. Dove volevo arrivare, con questa immagine, forse si capisce, o forse no, forse si voleva dire che il libro così come lo conosciamo è stato una parentesi tra rotoli, ma a questo punto, mentre cercavo di mettere per iscritto questa cosa che mi è venuta in mente, m’è venuto da pensare che in inglese il rotolo si dice scroll, che è il verbo che usiamo quando facciamo scorrere le schermate sul computer. Comunque la settimana scorsa per la prima volta sono passato dalla matita a un bellissimo portamine in alluminio, è una bella innovazione anche quella.


20 commenti
oddio… un mondo a rotoli mi fa pensare alla carta igienica.
ecco, lo sapevo che avevo sbagliato il titolo.
ma no dai, è più bello leggere un pezzo, fermarsi a rimirare due parole, pensare al significato di quell’altra, tornare indietro di tre pagine, leggere una riga si e l’altra no e poi rileggere sulla stessa pagina le righe che avevi saltato, piegare l’angolo della pagina come segno o usare uno scontrino o una vecchia banconota da millelire, allineare i libri sullo scaffale per altezza,poi per spessore, poi colore della copertina, ancora come titolo o infine per argomento, usarli come pressa per una nuova rilegatura, o muoversi in una casa di libri come hanta. senza togliere che leggere su un monitor mi fa venire mal di testa.
frank: ma sì, è bello. ma secondo me bisogna andare avanti.
Immaginiamo due universi paralleli, il nostro dei libri e quello dei papiri verticali. La tecnologia avrebbe portato entrambi alla stessa soluzione. Quindi l’eio dell’altro universo avrebbe scritto lo stesso post del “nostro” eio.
ah, che bello, il riunirsi con il sé di altri universi :D
Anche io ultimamente ho rivalutato molto la matita (da quando ad un convegno me ne hanno data una bellisima) e ho iniziato ad assaporare il piacere tutto particolare della mina sulla carta.
Gran bel post, ti liko, se non ti dispiace.
Anche io ultimamente ho rivalutato molto la matita (da quando ad un convegno me ne hanno data una bellisima) e ho iniziato ad assaporare il piacere tutto particolare della mina sulla carta.
Gran bel post, ti linko, se non ti dispiace.
No, anzi, mi fa molto ma molto piacere. A me poi la matita piace usarla come stuzzicadenti. Funziona bene, provala.
mi sono persa nei milioni di commenti, provo a riassumere quello che ho capito: i libri hanno tutti avuto origine dalla carta igienica, in tv ormai fanno tutti una specie di karaoke e non usano neanche più la carta igienica, muji ha inventato gli stuzzicadenti di alluminio che vanno bene pure in assenza di gravità…
ok, mi sa che li devo leggere tutti i commenti.
Ci sei quasi ma mi sa che ne hai saltati dei pezzi.
il many, vedi, poi ce la menano con l’amazzonia. pensa cosa ci dicevano a noi che compriamo i libri se dovevano ammazzarci le vacche. pensa quanti insulti si beccavano i lettori di dan brown.
Inutile. Parli di pergamene e rotoli e io posso solo pensare alla carta igienica: finchè ci sono i rotoli siamo salvi.
Io il portamine lo uso da anni. Per quanto riguarda l’ebook reader secondo me è bella come cosa. Se c’è pure il wi-fi è perfetto. Mi piacerebbe anche con una funzione cerca nel testo e una per scrivere annotazioni in punti precisi.
Gennaro: gli ebook reader sono una bella cosa, con qualche però (li ho scritti sopra, molto sopra). la cosa demenziale è che esistono gli ebook reader, ma non gli ebook!
Vado a memoria, ché i miei libri sono a 2000 km: quella di Umberto Eco, su evoluzione e involuzione dei media, citata da PaperDoll, dovrebbe essere una Bustina di Minerva poi confluita nel Secondo Diario Minimo. Ripeto, vado a memoria, ma qualcuno che ce l’ha sottomano potrebbe dare un’occhiata.
Ciao
[...] E io che mi pensavo – Un mondo a rotoli [...]
Alla sesta riga avevo già pensato “scroll”.
Direi che ciò che hai scritto ha avuto l’effetto desiderato.
Mitico come sempre. :D
Allora facciamo lo scroll dall’alto al basso invece di farlo da destra verso sinistra solo per avere l’impressione che sia tutto continuo ? Ma a un certo punto finisce lo stesso ! (Scusa se ho detto un´asinata, forse dovrei impegnarmi di piú…) Comunque l´impressione del papiro arrotolato ce l´avevo da tanto, bello vederla descritta cosí bene.
complimenti per il blog, questi pensieri sparsi su cose strane o comuni a cui ogni tanto penso anch’io mi piacciono un casino, mi fa sentire meno strano ^^