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19 January 2010 at 08:28 Zio Bonino(volevo scrivere una cosa lunga, ma poi m'han detto che son meglio le cose corte di quelle lunghe, io non so sta gente, comunque l'ho accorciato, adesso è una riga e mezza, più sintesi di così…)
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19 January 2010 at 08:34 mastrangelinami hai fatto venire in mente una cosa divertente della mia infanzia
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19 January 2010 at 08:37 il Manymi hai fatto venire in mente che io volevo fare l'archeologo. Poi quando è stata ora di scegliere davvero, alle medie, ho pensato Ora che mi laureo in archeologia han già trovato tutti i fossili esistenti in natura. E così invece del kit del piccolo archeologo mi son fatto regalare un PC1 Olivetti, un 8086, con lo schermo verde e senza disco fisso. Una roba da museo.
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19 January 2010 at 08:42 Zio Boninoma con quell'affare lì, many, cosa volevi diventare? perché se ti facevi regalare un cappello e una frusta lo capivo subito, che volevi far l'archeologo, ma con un 8086 non riesco a immaginarlo.
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19 January 2010 at 08:51 il Manyuno deve pensare anche agli archeologhi che vengono dopo di lui, nel futuro. Così il PC1 adesso è in giardino. Sottoterra.
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19 January 2010 at 08:52 Zio Boninoma che carino: io non posso fare l'archeologo perché non ci son più fossili, quindi li creo per dar la possibilità ai bambini del futuro di sognare ancora. veramente un pensiero gentile :)
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19 January 2010 at 09:32 eNZOa me (eNZO) è piaciuto MOLTO questo tuo ROMANZo a metà tra la documentarietà ed il MONDO dei sogni. Dico VERO. Però è STRANO no vedere COME uno puòl essere ASTRONAUTA anche QUI. Tipo, una volta eravamo OBBLIGATI a dividere una camera con GERRUSO, che quando va al BAGNIO, minchia i METEORITI. Io (eNZO) mi avevo bevuto ASSAI cedrata TASSONI e allora avevo la PISCIA in canna. Gerruso, cornuto LUI,. era appena USCITO dal bagno. Ou, pareva FANTASCCIENZA ma c'era la nebbiolina dalla PUZZA intenza e DURA. E io ho penZato: vabè, non è CHE posso pisciare giù dal BALCONE se sotto non passa NESSUNO, sarebbe SPRECO, eh. Allora mi ho messo SCOLAPASTA il testa, avvolyo il lenzuolo e VIA; dentro quello spazio di ZOLFO e TERRORE. Ho pisciato dentro il CRATERE di marte. Poi sono uscito e ho corcato GERRUSo di legniate. Da quel momento è andato a cacare nel bar di sotto che infatti poi HA CHIUSO. Questo è stato quando io (eNZO) ero ASTRONAUTA.
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19 January 2010 at 09:36 chiagiaci vorrebbe una prefazione di tre pagine
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19 January 2010 at 10:04 Zio Boninopoi mi chiedono perché amo eNZO.
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19 January 2010 at 10:06 Emmaperche` sei masochista
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19 January 2010 at 10:07 Emma(lo saresti di piu` se amassi essere disgustoso, in effetti)
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19 January 2010 at 10:59 Miki FossatiFantascieNZO.
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19 January 2010 at 11:33 Zio BoninoeNZO è FANTASCIENZA anche senza aggiungerci il FANTASCI davanti. Egli è.
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19 January 2010 at 11:37 eNZO(mago, ma se SAREBBE così sarei eNZA, e questo, scusami, mica è cosa di O finale. E' un BUCO nero di ambiguità e conturbanZa, eh)
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19 January 2010 at 11:40 Emmaecco, pensavo si offendesse quindi non l'ho fatto notare, direi che e' l'ImmeNZO!
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19 January 2010 at 11:42 eNZOa me (eNZO) il mago non mi offende mai, che POI non è offesa la confusione maschiale\femminile. Fa pure nascere i bimbini quel MISCHIONE lì, eh
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19 January 2010 at 11:45 Zio Boninopoi chissà che aspirazioni avranno, quei bambini lì. camionisti, astrofisici, bed & breakfast…
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19 January 2010 at 11:47 eNZOmago, attenZione a non fare l'errore di SBAGLIO di quello che sguardo al BIMBINO col suo occhio ormai VECCHIO. Il bimbino NON ha aspirazzioni. il BIMBINO è le sue aspirazzioni. L'attraversamento felice del PRESENTE che non trema
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19 January 2010 at 11:48 thomas mortonio volevo fare lo stage alla redazione di e io che mi pensavo
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19 January 2010 at 11:49 SmeerchDa antologia.
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19 January 2010 at 11:50 Emmawow, sono impressionata, inizio ad iscrivermi alla religione, meglio di quella degli scrittori di web sara`, no?
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19 January 2010 at 13:28 Zio BoninoIo da piccolo in verità non mi ricordo cosa volessi fare, però stanotte m'è venuto in mente un tema che avevo fatto alle elementari dove ero un astronauta, e tornavo dallo spazio, era il futuro, e io che volevo fare l'astronauta ero un astronauta, e il mio compagno di banco che voleva far l'elettricista (anche nella realtà) era un elettricista. Purtroppo non ricordo altro, se non che il mio compagno di astronautica (non quello di banco) si chiamava Michael Jackson.



42 commenti
Tendo a volerti bene, oggi
Rimpianti : uno dei due è un fallito (le cose corte sono sempre eccessive)
khenzo, ecco, vedi la differenza: io ti voglio bene sempre.
B. ecco, ecco. era questo.
Il Many voleva fare il bambino virtuale e ha avuto successo, secondo me. ?
Ma quanto è triste questo post?
E comunque… non dar retta alla gente: le dimensioni contano.
astronomia, era questo il mio sogno.
mi sono fermata in una notte d’estate davanti agli anelli di saturno.
boh, io non ero normale: mi piaceva disegnare. mi piaceva il disegno tecnico (tecnigrafo, compasso, portamina da 05 e rapidograph) e volevo fare il disegnatore meccanico. ora lo faccio, ma penso che sarebbe stato meglio voler fare l’astronauta.
io, invece, da piccolo volevo farmi un astronauta.
ti è andata bene, a quanto vedo.
… mi devo preoccupare? :)
io volevo fare lo scienziato perché mi piaceva Quark.. ho capito dopo che volevo in realtà fare il documentarista… e faccio l’informatico… che vita! :|
Beh, conoscere un elettricista è sempre utile e poi tu fai l’argonauta ;)
a me questo racconto invece ha provocato una enorme tristezza dentro perchè mi ha fatto venire in mente che io, tutto brizzolato, mica ancora so bene che cosa voglio fare.
L’erba del vicino è sempre più verde.
Non basta avere la testa fra le nuvole per fare l’astronauta?
io volevo fare l’architetto. il mio vicino di banco voleva fare il medico. io ce l’ho fatta, lui no. io me ne sono pentito, lui no. (è una storia vera).
Io da piccolo volevo diventare grande e basta. Adesso sono solo basta.
io da bimba volevo essere grande, e purtroppo ci sono riuscita. ora da grande voglio tornare piccola, e sto avendo delle difficoltà.
Io e la mia vicina di banco, tutt’ora mia grande amica, volevamo fare le architette, io ci sono riuscita, lei no.
Io dovrei pentirmene ma non ci riesco, lei non se ne è pentita affatto (di non avere concluso) ma lavora in una libreria del centro e, di questo, si è pentita.
Io mi pento, tu ti penti, egli si pente…
Io da bambina non lo sapevo mica bene cosa volevo fare da grande. Sapevo solo che assolutamente non volevo fare la maestra.
E ce l’ho fatta.
A non fare la maestra, dico.
Brava cica. Pensare che ci sono tante maestre che non ci sono riuscite a non diventarlo.
Volevo fare il bambino… poi son cresciuto.
Io volevo fare l’adulto. Ci sono anche riuscito, ma non faceva per me e mi sono licenziato. Sono felicemente disoccupato.
io da piccola sono scappata di casa perché volevo andare a scuola. quella volta lì mi ha riacchiappata il portiere e mi ha riportata a casa, me e la cartella di mia sorella che mi ero rubata.
poi a cinque anni ci sono andata per davvero e non sono più riuscita a uscirne, e ormai il portiere è morto.
Io vorrei chiedere a palla di lardo chi glielo ha messo quel nome, se la mamma ò il papà perchè uno con un nome così io ci credo che da piccolo volesse fare l’adulto e voglio anche dire a palla di lardo che io sono molto solidale con lui per la crudeltà dei suoi natali e che mi vorrei attivare per trovargli un’occupazione. Da piccola volevo fare l’occupante.
B:
Il nome me l’ha messo il gatto. Per ripicca perché chiamato a sua volta dai miei genitori “palla di pelo”. Credo che sto pagando per colpe non mie… e comunque da quel momento ho capito che i gatti sono crudeli, ancora più degli adulti. E’ per questo che non sarò mai ne un adulto, ne tanto meno un gatto.
Beh sai palla di lardo da piccola e anche dopo a me i miei amici mi chiamavano gagendra che secondo te erano miei amici poi eh? Comunque qui da Alessandro è tutto così sincero che io ho dovuto dirtelo a te, palla di lardo, questo mio racconto umiliante, anche perchè i bambini sono ancora più crudeli degli adulti e allora uno cosa deve fare da piccolo, sognare di essere non-piccolo e non-adulto? E poi anche i cani sono crudeli secondo me, che tu gli dai un nome bello di fantasia e loro lo rifiutano e anche i pesci sono crudeli che ti vanno a morire sul più bello che tu dici C’ho un bell’acquario venite tutti a casa mia? Non vedo l’ora che venga domani che questi ragionamenti sull’infanzia adulta mi han proprio rattristato ecco e io ti ammiro tanto per la tua decisione coraggiosa, ti auguro ogni bene.
maahhh… com’e’ tutti questi architetti pentiti? tutti astronauti mancati immagino…
Io non so cosa sognasse di diventare il mio architetto e nemmeno so se è pentito. Certo che stronzo lo è diventato di sicuro e come le sparava lui le balle facendomi passare per cretino! Che brutto periodo della mia vita.
tanto per precisare, l’architetto di maeandro non ero io. nemmeno lo conosco, maeandro.
ah, pensavo.
[...] E io che mi pensavo – Romanzo in 98 battute [...]
secondo me più che di fare l’architetto noi maschietti pensiamo di fare architettura al politecnico perchè tutte le ragazze vanno li. poi invece finisce che gli va buca perchè le ragazze guardano quelli di ingegneria e allora restano male. e i casi sono due: o pensano che era meglio fare l’astronauta oppure diventano l’architetto di maeandro.
Non ho mai saputo i sogni dei miei compagni di banco, volevano subito cambiare posto.
orio, sii serio!
io sognavo di non fare un cazzo … lui ce l’ha fatta
[...] può scrivere un romanzo in 98 battute? Come no! L’ha fatto qualche giorno fa Alessandro [...]
scontrino piu’ scontrino meno l’artigiano elettricista italiano medio potrebbe permettersi un viaggio sull’aereoplano spaziale che ha costruito il commerciante di dischi… l’astronauta non se lo puo’ permettere: per andarci deve lavorare :-(
[...] Romanzo in 98 battute. Io volevo fare l’astronauta. Il mio vicino di banco voleva fare l’elettricista. Lui ce l’ha fatta. (da E io che mi pensavo) [...]
da piccola volevo fare la cavallerizza nel circo. volevo un giubbino e stivaletti di camoscio bianco con le frange dorate e pure un cavallino bianco tutto mio.
adesso faccio il rianimatore.
be’ in fondo sei stata coerente, fai sempre scintille…
ci vedo un nesso tra animare cavalli da piccola e rianimare umani da adulta, il senso del magico non è del tutto perso…anzi è più che mai reale. Complimenti!
io volevo una bicicletta.
era il mio sogno.
poi un giorno mamma mi portò una bici con i cerchioni in legno.
era più grande di me.
a mamma fu regalata da un impiegato in uno degli uffici in cui lavorava come donna delle pulizie.
mamma era una brava donna.
è inutile che fate i cornuti e le troie.
dormivo con la bici vicino al letto.
una mattina non c’era più.
la bici, dico.
piansi fino a quando non sono morto.
ma però ero contento.
secondo me quando muori e sei contento perchè si è realizzato un sogno non importa che muori.
in questi casi la morte è uno splendore.
infatti gli altri che mi guardavano erano stupefatti dallo splendore.
forse erano disperati, dite.
ma che, siete i soliti pessimisti che vedono nero, tutto.
provare per credere.
certo,avevo gli occhi gonfi e una sfaccimma di fame.
si, penso che se morivo con la pancia piena ero più bellissimo. il superlativo è sconsigliabile ma in certe occasioni particolari è bellissimo. anzi, bellissimissimo.
[...] IN POCHE PAROLE. [...]