Stamattina, ho guardato fuori. Ho guardato fuori e ho visto che c’erano due metri di neve. Ho subito richiuso la finestra e son tornato a dormire. Solo che appena ho appoggiato la testa sul cuscino mi son ricordato che avevo un appuntamento con il mio libraio di fiducia, allora ho pensato che potevo scavare una galleria sotto la neve. La pala era in soffitta, son salito su in soffitta a prenderla, ma quando son stato su, mi son accorto che davanti alla pala, era un po’ che non la usavo, davanti alla pala c’era un baule. Quel baule. Oddio, quel baule, mi son detto. L’ultima volta che l’ho aperto c’era la neve, come oggi. Son passati degli anni, dall’ultima volta che l’ho aperto, e mi son ricordato di quando l’ho aperto, e dentro c’era la neve, dentro il baule c’era la neve, come fuori, e all’improvviso mi è venuta voglia di aprirlo di nuovo, per vedere se c’era ancora, dentro, la neve, come fuori, quindi son ridisceso giù di corsa, ho aperto il cassetto della cucina, quello dove ci sta la roba che non sai dove mettere, lo spago, le mollette, lo scotch, le pinze, e in fondo al cassetto c’era la chiave, la chiave del baule. Son risalito, con la chiave, girava a fatica, e io smaniavo dalla voglia di sapere se dentro il baule c’era ancora la neve, come fuori. Poi, ha fatto uno scatto, e l’ho aperto.
Si era sciolta.

(questo post è derivato da un esperimento collettivo autogenerato, che trovate qui. loro hanno continuato, e io li ringrazio tutti)