Si fanno discorsi di panettieri, discorsi di nomi del pane, discorsi che poi portano a riflettere sulla capacità di comprensione anche di ciò che non è formalmente corretto, sulla capacità di spostare la propria mente da una parte, e cercare di capire cosa c’è nella mente dell’altro che sta parlando, ma che se dovessimo prendere le sue parole in modo letterale non ci capiremmo niente; è solo la nostra capacità di empatia che ci permette di mettere la nostra testa da una parte, e cercare di metterci al posto la testa dell’altro, per comprendere cosa sta pensando, e quindi cosa sta dicendo. A questo proposito, sempre riguardo ai discorsi da panettieri e ai complicatissimi nomi del pane, ho pensato che tutta questa riflessione potrebbe essere assommata in questa specie di proverbio, di mio conio:

Se il dito indica il pane, il panettiere stolto guarda il dito.