Intervista esclusiva con Paolo Nori in occasione dell’uscita del nuovo romanzo, I malcontenti
martedì 2 marzo 2010
Oggi esce il nuovo romanzo di Paolo Nori, I malcontenti, e siccome qui per Paolo Nori si ha una stima sconfinata, in redazione abbiamo pensato di contattarlo per un’intervista esclusiva, che lui ci ha gentilmente concesso.
io: Ciao Paolo, oggi esce il tuo nuovo romanzo, I malcontenti. È bello?
PN: Ci dovrei pensare.
Grazie a Paolo Nori per aver sopportato l’estenuante scambio di mail che ha portato alla realizzazione di questa intervista. Credo ne sia valsa la pena.


32 commenti
ahahahahha :)
http://www.einaudi.it/libri/libro/paolo-nori/i-malcontenti/978880620056
«Ecco, intanto che scrivevo I malcontenti mi è venuto da pensare che io stavo cercando di raccontare la storia della relazione tra due quasi trentenni che provano a entrare, come si dice, nel mondo, e che questo tentativo, che ha a che fare con un festival strampalato, viene raccontato da uno che abita sotto di loro, uno che di questo tentativo vede in un certo senso solo i riflessi, i raggi che partono da quell’appartamento e arrivano fino a lui in forma di suoni, confessioni, reticenze e richieste d’aiuto.
E m’è tornata in mente la scena centrale di un film di Lubitsch, che è una scena in cui il protagonista maschile, innamorato di una donna misteriosamente scomparsa, invitato a pranzo da un amico, scopre che la moglie del suo amico è la donna di cui lui è innamorato. Questo pranzo viene raccontato da Lubitsch senza riprendere i protagonisti né la sala da pranzo: viene raccontato dalla cucina, in modo perfettamente esaustivo, attraverso i commenti di cuoco, cameriere e maggiordomo sullo stato in cui tornano indietro le varie pietanze, e lo spettatore ha l’impressione di essere davanti a un triplo salto mortale molto ben eseguito.
Ecco, intanto che scrivevo I malcontenti mi è venuto da pensare che la relazione tra Nina e Giovanni, a esser capaci, bisognava raccontarla come quel pranzo di Lubitsch.
Il mondo in cui si muovono Nina, Giovanni e gli altri personaggi che ci son nel romanzo è un mondo stranissimo, un mondo nel quale il compito di chi ha meno di quarantacinque anni non è di contribuire a un perfezionamento del mondo stesso, né (ci mancherebbe) a un ribaltamento o a un qualsivoglia cambiamento di rotta.
In questo mondo, quello che da venticinque anni si chiede a chi a questo mondo si affaccia, è di mettersi lì e di non rompere troppo i maroni.
E loro, bravissimi, si mettono lì e non rompono troppo i maroni».
Un po’ lunga. Appena ho un attimo la leggo e ti dico che ne penso :)
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che siemi.
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Vaffanzio
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Voi scherzate, ma è stato estenuante davvero.
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Peraltro, ci son dei precedenti: http://eiochemipensavo.diludovico.it/2008/05/02/mi-compro-una-gilera-intervista-con-paolo-nori/
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ahahahaha sempre l’ironia giusta!
sicuramente almento una volta al giorno mi faccio due risate!
Allora tutto cambia. Una volta è uno scherzo. Due volte diventa uno stile.
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a me che oggi stavo male avevo preso dei medicamenti tutta sera, erano le otto di stamattina, mi ha telefonato il mio libraio mi ha detto È arrivato Nori quante copie ti tengo via? (dimmi te se è una domanda fare a una persona malata la mattina presto)(da stamattina io non so se voglio ancora bene a paolo nori).
comunque l’intervista è bella.
[...] clic [...]
Quanti siete, in redazione, che vi siete messi insieme per fare quella domanda lì? E non mi dire che ci dovresti pensare!
zio, invidio motissimo il suo cyatronismo
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il mio cyaltronismo sono disposto a difenderlo con i denti :D
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Sono arrivata qui con un’unica idea salubre nella testa: che i libri e la lettura potrebbero salvarmi dalla rottura di maroni, in senso molto ampio intesa. Me ne vado da qui con questa convinzione ancora più radicata e salda. Solo che in più, sto pure ridendo. Meglio di così.
comprendo. è un tipo di cyatronismo per cui vare la pena di lottare
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Noi in redazione siamo moltissimi, siamo insieme una dittatura e una democrazia perfetta, qualcuno direbbe che siamo legione, ma io non arriverei a tanto, ecco.
Domani alle 18 lo presentano qui, a Bologna.
Mi sa proprio che passero’ di lì, per vedere com’è.
Ma lo avevo già deciso ieri.
lo compro. così. senza saper nè leggere nè scrivere.
che poi l’intervista l’ha ripresa anche l’intervistato nel suo blog :)
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ci potrebbe pensare. penso’ Parlare poco. chissa’ se si riferiva a questo
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ah allora vedi che c’e’ una redazione. e se adesso poi ti mandano i curricula? ci dovresti pensare.
leonardo, tu scherzi ma qualcuno l’ho già ricevuto.
immagino le riflessioni, i ma, i mah, i mmm, i bah! i beh! i forse, i non lo so e qualche litigata alla fine avete fatto un’ottimo lavoro di sintetizzazione. Bravi! questo post è meglio di una presentazione in libreria con tutti i crismi.
Lei mi e’ cyaltronissimamente troppo vip.
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@Alessandro
mi riferivo proprio ad un post di non molto tempo fa ma non lo trovo piu’ o forse lo cerco male o forse ho bevuto o forse il tempo passa troppo in fretta. Non dovrei pensarci
oh, LubitSch.
Per chi fosse del posto, ma anche per chi non lo fosse, giovedì 4 sarà a Provaglio d’Iseo (Bs).
@ simone rossi
Il film è Angelo (1937).
Intervista esclusiva con Paolo Nori in occasione dell’uscita del nuovo romanzo, I malcontenti: http://bit.ly/cT52nH via @addthis
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Che delusione! Io mi ero già messo le cuffie (sono al lavoro) per sentire un’intervista audio , e invece è un’intervista scritta! Non potreste, per favore, mettere sul sito una bella versione audio?
oh, scherzavo, eh- intendevo dire che mi sarebbe piaciuto sentire anche la versione audio di questa bella intervista, se esiste-