Una volta non ci prendevano mai, ma adesso, lo dicono tutti, in giro, che i meteorologi, adesso, ci prendono sempre: quando dicono che nevica, nevica, anche se tu guardi il cielo, ed è di un sereno che più sereno non si potrebbe, se loro han detto che nella notte nevica, nevica. E la sera prima, tu esci in terrazza, guardi il cielo, vedi le stelle, e pensi che è impossibile che ci prendano, questa volta, vedi le stelle, il cielo è sereno, e ti dici, questa volta han sbagliato di grosso. E invece no, ti svegli la notte, alle quattro, perché hai sete, guardi fuori, e ci han preso. E non c’è verso che tu riesca a pensare qualcosa di diverso dal fatto che fino a poco tempo fa non ci prendevano mai, e invece adesso ci prendono con una precisione infallibile, e ti viene in mente che tutti i loro studi, tutte le loro complesse modellazioni della realtà non possono aver avuto efficacia da un momento all’altro, prima non ci prendevano mai, e puf, da un momento all’altro han cominciato a prenderci. Secondo me, han capito che a studiare il tempo, non ci si cavava un ragno dal buco, così han smesso, e han dedicato i loro sforzi a costruir dei macchinari che lo generassero, il tempo, così come pareva a loro; e io già li vedo, questi meteorologi, nelle loro stanzette asettiche, con i loro camici bianchi, che si dicon l’un l’altro Che tempo facciamo domani, e si dicono Domani nevichiamo, Buona idea, si rispondono, e poi si dicono Digli a Gilberto di metter la macchina della neve sul tre. Ok, si rispondono.
Tutta gente intelligentissima, ma neve a marzo, che stronzi.