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Un momento e un luogo

C’è un momento, e un luogo, un momento e un luogo precisi, c’è il momento in cui ti trovi lì, sulla rotonda grande che c’è arrivando da Mondovì, su quell’altura che precede la discesa verso il ponte sul torrente Gesso, ecco, c’è quel momento in cui ti trovi lì, su quell’altura, nella rotonda, e tutto d’un tratto ti compare davanti l’altipiano di Cuneo, e in quel momento lì, in quel luogo lì, ti sembra sempre di veder la terra promessa.

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16 thoughts on “Un momento e un luogo

  1. eNZO says:

    io una volta HO fatto una GITA in un posto ben PIU’ lontano di GAETA (sono uno che gira io, eh). C’era una Montagnietta e ci sono salito un pò da solo un pò coi MIEI piedi. Era altissima la montagnietta, tipo un palazzo di SEI piani! Mizza. E sotto c’era davvero tutto il nostro MONDO: preservativi USATI di fretta, sacchetti di MUNNIZZA e pannolini, una COPIA di lanciostory di luglio 1985 e in DISPARTE un SUPERTELE nerazzurro bucato che RACCONTAVA da solo tutta la perdita di senzo di questo MONDO rotondo punto da SPINE che sgonfiano SIA questo che QUELLO. COmunque siccome ero SOLo e non c’era NESSUNo con me sulla MONTAGNIETTA, questa mia scrittura non finisce CON BACI in bocca o MINNE accarezzate, ecco. Se da VOI invece vi toccate da soli, boh, NON so, la MILANESITa’ è una malattia che qui ancora no, perfortuna. Pultroppo ora ti devo dire CIA che è arrivato il capo che è vecchio e CATTIVO infatti ha un cuggino a CINISELLO balsamo che è tipo l’antibagnio di MILANO. ciao da eNZO

  2. iononlosomaiconte, zio, ma se sei un principe d’allusioni, in e volontarie. stasera per i pochi rimasti ( ma ancora troppi, per sempre più ) comincia Pesah, che non è ” la pasqua ebraica “, ma è la sera in cui si racconta di quella volta che l’egitto, il mar rosso, il deserto, la terra promessa…

    ( http://extramodernity.tumblr.com/#481151027 , http://extramodernity.tumblr.com/#481609664 , http://friendfeed.com/baotzebao/44f853dd/pesah-e-il-giorno-piu-difficile )

    In ogni caso grazie e auguri. Pesah è di tutti. Ciao

  3. LorenZo says:

    Ma quanto freddo fa? Tantiiiissimo. Ah aahu!
    (da Epifanio – di Antonio Albanese)

  4. B says:

    Non c’è un istante, e un posto, un istante e un posto certi, non c’è un istante in cui tu sei là, sul rettilineo che non c’è provenendo da Mondovì, dentro questa bassa che segue la salita, sul rettilineo breve che non c’è provenendo da Mondovì, dentro questa bassa che segue la salita lasciato il sentiero sotto il fiumiciattolo Gesso, ecco, non c’è quell’istante in cui sei là, dentro quella bassa, sul rettilineo, che come al solito ti immagini alle spalle il pianoro di Cuneo, e in quell’istante là, in quel posto là, non sei mai sicuro che… si dica la verità.

    Non sono mai stata a Cuneo, ma non ne sono così sicura certe volte, leggendoti.
    Sei bravo, Alessandro, secondo me.
    B

  5. cica says:

    E pensare che per certa gente invece succede il contrario.
    Per certa gente succede che quando vanno da Cuneo verso Mondovì e poi arrivano a quella rotonda grande, quella prima di Mondovì, a quel punto la vedono lì la terra promessa.
    Però è uguale, alla fine. Basta che le promesse poi siano mantenute eh…

  6. francescxo says:

    la ringrazio per il suo scrivere.
    mi ritrovo ormai da diverso tempo a consultare il suo blog con frequenza sempre più ravvicinata.
    spesso la cito.
    nulla….
    volevo rendergliene conto.
    ps: questo pezzo in realtà non le è riuscito tanto bene. però è lo stesso.
    pps: mi accorgo ora di aver aggiunto una x nel mio nome. sarà un lapsus?

  7. francescxo says:

    pps:mi spiace. ho avuto una giornata terribile, sa le elezioni… di solito non scrivo agli sconosciuti

  8. Alessandro says:

    Ringrazio Francesco e ringrazio tutti, e son d’accordo che il pezzo è sottotono, ché son giorni che non ho testa pr ste cose.

  9. LorenZo says:

    Alessandro wrote “ché son giorni che non ho testa pr ste cose.”

    Ok, allora ti suggerisco due temi.

    1) Le elezioni e il bisogno di “stato”, di essere “rappresentati”. Magari arrivi fino a Dio :-)

    2) Siamo carnivori, uccidiamo e mangiamo pesce e carne, indossiamo capi di lana (di pecora), scarpe e cinture di pelle (di mucca)… Siamo quindi condannati a vivere in questa eterna età della pietra? A coprirci di pelli di animale?Prigionieri del corpo di un’animale? E perché a volte sentiamo il bisogno di elevarci da questo status verso il puro pensiero? Ci sarà forse dell’altro in questo corpo animale oltre il corpo animale? O è solo una “riflessione”?

    ;-) Good luck

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