Ciao Giovanni,
scusami se è un po’ che non mi faccio sentire, ma è qualche giorno che mi vien difficile avere un quarto d’ora tutto per me stesso per mettermi lì, seduto, e scriverti, e quando ho dieci minuti, non di più, neanche al venerdì mattina dove di solito si sta un pochino più tranquilli, quando ho dieci minuti ho la testa talmente piena che mi verrebbe da scriverti, ma non mi viene in mente che cosa, scriverti. Scusami, quindi, del mio silenzio, spero che non si ripeta più, perché lo sai, Giovanni, che scriverti mi piace tanto, e avere la testa piena di cose da scrivere mi piace ancora di più. Tipo adesso, vedi, hai visto, la vedi la parola più, che vien seguita da un punto, e poi c’è una T maiuscola? Ecco, tu non te ne accorgi, ma se eri qui, ti accorgevi che tra quel punto e quella T maiuscola è passata un’ora e mezza, e io, se fosse tutto lavorare, sarei anche contento, son qua per quello, ma no, c’è la gente che viene qua, non sai bene perché viene, han da passare del tempo, vengon qua e fan due parole, che delle volte va anche bene, ma se cerchi un quarto d’ora per scrivere a Giovanni, che sarà quasi una settimana che non gli scrivi, dopo un po’ ti dispiace.
Comunque colgo l’occasione per chiederti una cosa, che son dei giorni che vien qua la gente e mi fa gli auguri. Te sai mica cosa vogliono?
Stai bene.
Alessandro.