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Breve invito a rinviare il suicidio

A Cuneo c’è un ponte piuttosto alto, il viadotto Soleri, e da questo ponte succedeva spesso che la gente si buttasse, per suicidarsi. Da un po’ di anni han messo delle reti di protezione, buttarsi è diventato più difficile, e infatti si buttano molto di meno. Strano, mi dico sempre, che il doversi arrampicare su una rete dissuada da un proposito del genere.
Stamattina parlavo con una signora che mi ha detto che lei aveva un campo, lì sotto, sotto il ponte, e mi diceva che ogni tanto le succedeva, di ritrovarsi, mi ha detto così, del fertilizzante non richiesto.

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20 thoughts on “Breve invito a rinviare il suicidio

  1. B says:

    Qui vicino c’è un ponte che qualcuno qui chiama Ponte dei Sospiri, davvero. Ogni anno c’è qualcuno che si butta. Tutte le volte che lo attraverso in auto (che guida qualcuno, non io, perchè è spaventevole, quel ponte, da guidarci sopra) io ci penso. Ci penso e mi immedesimo. E anche lì sotto quel ponte ci sono tanti campi, che hanno avuto dei paracadutisti convinti. Arrampicarsi per buttarsi è un controsenso, perchè l’idea è quella di cadere, di precipitare, come in preda a una vertigine. Arrampicarsi invece implica un desiderio, un’idea, ancora una qualche voglia di vivere. Forse? E c’è un mio amico che per un certo periodo ci andava regolarmente: fermava la sua auto, scendeva, appoggiava entrambe le mani alle reti, non guardava sotto, aspettava. Non si è ancora buttato, ma avrebbe tante ragioni per farlo, e allora forse è per quello che, tutte le volte che passo sopra quel ponte, io penso a me che prima o poi lo saprò, che lui si è buttato. Anzi certe volte è come se già lo sapessi, che lui si è buttato, e lo attraverso come se quel ponte fosse già un brutto ricordo.

  2. Ma: a suicidarsi da un ponte non si sente male? Io non mi suiciderei mai per non sentir dolore. Men che meno da un ponte durante un ponte, merda.

  3. maeandro says:

    Se ho ben capito, secondo quella signora, non erano veri suicidi ma incidenti che potevano capitare a chi per fare le bravate andava sul ponte per “fertilizzare” il campo sottostante. Forse ha ragione, mi fa ricordare quando ragazzo, per chiudere la serata siamo saliti di notte sopra il muretto di cinta di un noto centro che non nomino per controllare chi riusciva a pisciare più lontano. Non riesco a vergognarmene nemmeno adesso.

  4. Da queste parti c’è il ponte d’Ariccia che assolve tale funzione. La signora del campo di sotto, lei invece ogni tanto si ritrova della porchetta non richiesta.

  5. Guido said: “Ma: a suicidarsi da un ponte non si sente male? Io non mi suiciderei mai per non sentir dolore.”

    Di solito quelli che si suicidano lo fan perchè non vogliono più sentire male

    @Eio: Se tuu ti sentivi una persona orribile perchè non volevi sorridere di quel tizio in ospedale, sta signora del concime che dovrebbe pensare???

  6. AB says:

    Qui vicino c’è un ponte da dove la gente si buttava con l’elastico; sono venuti anche quelli di stranamore una volta a fare la loro sceneggiata. Poi però qualcuno ha cominciato a farlo senza elastico, così hanno interrotto le esibizioni, e per fortuna, anche le emulazioni.

  7. Da tanto che non sento o leggo di qualcuno che si sia buttato in Arno per farla finita. E’ talmente sudicio che uno si schifa anche se ha deciso di morire.

  8. Symoci says:

    A una trentina di km da Siena (direzione Grosseto) c’e’ il Ponte di Petriolo – alto 100 mt. Tutte le volte che ci passo in macchina penso a chi si e’ buttato da li’ e se a meta’ strada (o anche all’inizio) si e’ pentito del gesto. Questa cosa mi angoscia piu’ del gesto stesso…

    Mi piace molto il tuo blog ed il tuo modo di scrivere. Ciao.

  9. Può darsi che uno non arrampichi la rete perché ci vuole tempo per farlo e poi, magari, passa di lì la proprietaria del campo oppure uno che gliene frega se quello si butta e quindi finisce che gli passa la voglia di buttarsi. Però se uno pensa una cosa così, cioè che a quello che passa per caso gliene frega, perché ha ancora voglia di cadere giù?

  10. Ecco è meglio che mio padre non legga questo post, altrimenti lui quale coltivatore incallito se lo farebbe costruire sopra il suo orto. Il ponte.

  11. Battiato. Bellissima canzone, quasi come il centro di gravità permanente…
    …cerco un centro di gravita’ permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente… over and over again…

  12. LorenZo says:

    Scegliere il ponte per un suicidio è sintomatico. Il ponte è un archetipo dell’architettura, una costruzione che unisce due sponde, che consente di superare scissione e isolamento. Forse il suicidio dal ponte significa negare la possibilità di conciliazione, congiunzione, dialogo, soluzione. E forse una rete da superare funge da deterrente perché rappresenta un problema a cui dare una soluzione. Forse ma forse!

  13. Tempo fa avevo letto la notizia che succedeva qualcosa di simile in Cina, dove c’è un ponte che un sacco di gente usa per suicidarsi. Loro han risolto spargendo grasso, così la gente scivolava e faceva a meno di ammazzarsi. Poi se sotto non c’era nemmeno un campo era proprio uno spreco finire la vita nell’inutilità più totale.

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