E io che mi pensavo » 2010 » aprile

Archivio di aprile, 2010

Sono una persona orribile (special edition)

lunedì 12 aprile 2010

Son qua, in un ospedale, più precisamente in una sala d’aspetto di un ospedale, e seduto vicino a me c’è un signore che parla come Darth Vader e respira come Darth Vader; e io lo so, che son disgrazie, io lo so, che quel signore dovrà probabilmente convivere con quella voce e con quel respiro tutta la vita, e io lo so che non dovrei scherzarci su, ma quando son arrivato qui, è un dato di fatto, quando son arrivato qui ero di cattivo umore, e adesso che vicino a me c’è Darth, boh, non lo son quasi più.

34 Commenti

Tubetti

giovedì 8 aprile 2010

Ieri sera ho lasciato il tubetto della pomata non steroidea per il trattamento locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica delle articolazioni e dei muscoli proprio vicino al tubetto del dentifricio. Furbo.

25 Commenti

Gente che s’intendono

martedì 6 aprile 2010

Ero lì con uno, mentre parliamo gli squilla il cellulare, risponde, e dall’altra parte c’è una che gli dice il nome, poi chiede se disturba, e lui gli risponde Affatto, e poi cominciano a parlare tranquilli come se avesse risposto Niente affatto, e invece no, lui aveva detto Affatto, l’avevo sentito io, che era una cosa che voleva dire che disturbava moltissimo, ma lui voleva dire il contrario, che non disturbava assolutamente, e l’altra, dall’altra parte, aveva capito: io non so come aveva fatto, ma aveva capito, son gente che s’intendono anche se parlano all’incontrario, non so proprio come fanno. Io se telefono a uno e chiedo se disturbo, e quello lì mi risponde Affatto, io chiedo scusa e riattacco con le pive nel sacco. Che poi io non telefono mai a nessuno, ma questo è un altro discorso.

19 Commenti

Caro Giovanni

venerdì 2 aprile 2010

Ciao Giovanni,
scusami se è un po’ che non mi faccio sentire, ma è qualche giorno che mi vien difficile avere un quarto d’ora tutto per me stesso per mettermi lì, seduto, e scriverti, e quando ho dieci minuti, non di più, neanche al venerdì mattina dove di solito si sta un pochino più tranquilli, quando ho dieci minuti ho la testa talmente piena che mi verrebbe da scriverti, ma non mi viene in mente che cosa, scriverti. Scusami, quindi, del mio silenzio, spero che non si ripeta più, perché lo sai, Giovanni, che scriverti mi piace tanto, e avere la testa piena di cose da scrivere mi piace ancora di più. Tipo adesso, vedi, hai visto, la vedi la parola più, che vien seguita da un punto, e poi c’è una T maiuscola? Ecco, tu non te ne accorgi, ma se eri qui, ti accorgevi che tra quel punto e quella T maiuscola è passata un’ora e mezza, e io, se fosse tutto lavorare, sarei anche contento, son qua per quello, ma no, c’è la gente che viene qua, non sai bene perché viene, han da passare del tempo, vengon qua e fan due parole, che delle volte va anche bene, ma se cerchi un quarto d’ora per scrivere a Giovanni, che sarà quasi una settimana che non gli scrivi, dopo un po’ ti dispiace.
Comunque colgo l’occasione per chiederti una cosa, che son dei giorni che vien qua la gente e mi fa gli auguri. Te sai mica cosa vogliono?
Stai bene.
Alessandro.

15 Commenti