(Detto fra noi, è uscito in edicola in questi giorni il primo numero del Canemucco, che è una rivista che contiene una grandiosa prova di potenza di Makkox (uno dei più grandi disegnatori italiani, se me lo chiedete), con a margine alcuni racconti, tra cui uno mio, lungo, di cui sono abbastanza contento, che è una cosa rara sentirmi dire)
L’empatia, Rick Deckard, dentro Blade Runner, l’empatia, lui faceva il test dell’empatia, e col test dell’empatia, lui, Rick Deckard, riusciva a distinguere se uno era un umano vero o se era un replicante, e io, che Blade Runner l’ho visto da ragazzo, ho un’impronta, una traccia indelebile, un imprinting, quasi; e tu, che vedi un uomo preoccupato, un uomo visibilmente stanco e arrabbiato, se tu lo vedi, e lo vedi, perché non puoi non accorgertene, se tu fai qualcosa per far stare ancora peggio quell’uomo, allora è proprio l’empatia che ti manca, e non sei un uomo, tu: sei un replicante, e non me ne frega niente che tu abbia visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e non li hai visti, o i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, e non li hai visti, ma non me ne frega niente, non sei umano, sei un replicante, e aspetto la tua data di scadenza.