vita di blogger

Un colpo al cerchio e uno all’anima

L’altra settimana ero in un centro commerciale di una grande città del centro-nord e mi son messo a pensare che nei centri commerciali ascolto con piacere delle musiche che da solo non mi sognerei mai di ascoltare, cose che non conosco e che van di moda, cose con la melodia sbarazzina e la batteria in quattro, cose che proprio normalmente non penseresti neanche che abbiano un senso, ma lì, nei centri commerciali, ti ritrovi a dondolar la testa, a canticchiare a battere il piedino, e non te ne vergogni neanche, e a non vergognarsene, ci sarebbe da vergognarsi. L’altro giorno ero in un centro commerciale e hanno messo come musica una canzone di un noto cantautore italiano che ha scritto anche dei libri di poesie, è uno famoso che si chiama come un pittore, mi sembra, e a un certo punto la canzone diceva Un colpo al cerchio e un colpo all’anima. Ho pensato Quanta verità, quanta poesia.

Poi ho pensato A caval donato non si guarda l’anima.
Poi ho pensato Can che abbaia non morde l’anima.
E poi Chi semina vento raccoglie l’anima.
E Chi si loda si imbroda l’anima.
Chi troppo vuole stringe l’anima.
Chi trova un amico trova l’anima.
Chi va a Roma perde l’anima.
Chi va al mulino s’infarina l’anima.
Il diavolo fa le pentole ma non l’anima.
Non dire gatto se non ce l’hai nell’anima.
Per un punto Martin perse l’anima.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia l’anima.
Tra moglie e marito non mettere l’anima.
Tutte le strade portano all’anima.
Tutto fumo niente anima.
Una mano lava l’altra e tutte e due lavano l’anima.

Ah, l’anima. La poesia. Basta così poco.

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35 thoughts on “Un colpo al cerchio e uno all’anima

  1. B says:

    E’ che qui d’estate vogliono venire tutti ospiti che c’è il mare e c’ho tanti parenti io, tanti cugini proprio, che vengon dalla campagna del mio paese, che è un paese di campagna, per l’appunto. E certe volte lo dico: Ma anima mia, ma torna a casa tua! (Che uno estrapola e travisa, se ascolta della musica utile, ecco). E poi Alessandro, io vorrei dirti che “Oggi il consumatore è la vittima del produttore, che gli rovescia addosso una massa di prodotti ai quali deve trovar posto nella sua anima” , che quindi il centro commerciale oramai è il tuo lieto santuario, e nel fare posto nella tua anima tu ci curi la nostra anima, poichè “La noia è l’asma dell’anima”. L’Arancione è un bentelan, forse.
    E tanto va la gatta al lardo che ci lascia l’anima e quindi certi ce l’hanno tutta dentro le tigelle.

    cancelletto (per essere stra-in – che sidgi c’ha ragione, mi sa).

  2. transit says:

    Quando ho aperto il dizionario e ho letto che la pistola
    ha un anima ci son rimasto secco. il commissario subito
    ha disposto una perizia balistica e l’analisi del guanto,
    di paraffina. Si dice che il commissario, nonostante tutto, sia un romantico e un sentimentale. Anche lui ha accusato il colpo. e in punto di morte si è venduto l’anima. voleva scoprire che anima fosse l’anima di una pistola omicida.

  3. marchino says:

    non c’è che dire, ci hai messo proprio l’anima in questo post
    (e anche dei neuroni, così a occhio, direi 75903)

  4. cq says:

    gli spagnoli hanno un detto che recita così: a lo hecho, pecho. Letteralemente tradotto: a ciò che si è fatto, mostrare il petto. Letterariamente io lo tradurrei: affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Ma leggendo questo post ho pensato: a lo hecho, el alma. Ovvero, mettere l’anima il ciò che si fa. E non mi pare niente male. Ma per restare entro i confini partenopei a cui appartengo: l’acqua e poca e l’anima non galleggia!

  5. Petruschov says:

    Per perfezionare il precedente di cq (Capitan Quaresima, si sa), direi:
    se l’acqua scarseggia, l’anima nun galleggia!

  6. Magica says:

    Si poteva intitolare “filastrocca dell’anima” questo post
    (e io penso anche ai cartoni animati).

  7. che poi, se te scavi per bene nella poetica del poeta scrittore cantante regista, c’è tutto un linguaggio figurato mica da ridere, ché un colpo al cerchio in realtà è un colpo al culo, per cui un colpo al culo e poi uno all’anima mi sembra perfetto, quasi naturale. se ci pensi son due colpi, quello al culo e poi quello all’anima, che colle donne funzionano sempre. il poeta delle tigelle non è mica un quaquaraquà.

  8. maeandro says:

    Pì se va su
    Pì se mostra… l’anima.

    Tradotto dal veneto: Più ci si innalza (nella scala sociale) più si mostrano le parti basse (come siamo veramente fatti).

  9. cq says:

    petruschov: mi tengo il “capitan” ma ti lascio la “quaresima”.
    e a proposito di canzoni da centro commerciale, ieri in un megastore sono stata piacevolmente sorpresa dalla scelta musicale: l’ottima “grace” del breve jeff buckley, con immenso stupore.

  10. B says:

    cq, lo sai che adesso questo breve va molto di moda, e “grace” adesso la conoscono tutti? L’ho scoperto anch’io, basta spiare i trentenni di Faccialibro. E lo trovi, sistematicamente associato ai Pearl qualcosa e ai SimpsonS.
    Lo stupore io l’ho provato ascoltando Drupi a una festa di paese: cantavano tutti. Ma cantavo anch’io ed ero tanto contenta sai. Però nessuno è voluto venire per Al Bano Carrisi, che canta dappertutto qui e mi hanno detto che si sgola che vale la pena, che se o merita l’applauso dopo, ecco.. Io ci volevo andare, perchè sembra brutto che uno fa delle differenze, e poi ero anche curiosa. Era così per dire ecco.

  11. cq says:

    B, so che dovrei rallegrarmi del fatto che qualcosa di bello, ogni tanto, ha l’accoglienza che merita. eppure, non posso fare a meno di essere gelosa, come se la notorietà rendesse le cose e le persone un pò meno tue, che poi tue non sono mai state. io comunque a vedere Al Bano non ci sarei mai andata. Proprio per il gusto di fare delle differenze.

  12. maeandro says:

    B. Il figlio maggiore per mesi mi ha stuzzicato ricordandomi che poco lontano da casa ci sarebbe stato Bob Dylan. Lui me lo diceva convinto che sarei andato e così l’ingresso lo pagavo io: l’illuso. E’ riuscito a convincere il mio testimone di nozze e suo padrino. Il giorno dopo nel Librofaccia ha scritto: Nessuno riesce a rovinare le canzoni di Bob Dylan come Bob Dylan. Ma ad un mito si perdona tutto.
    Adesso ha in mente Alberto Camerini.
    Era così per dire ecco.

  13. B says:

    Maeandro io sono andata all’Heineken a vedere i Police, che alla fine erano tutti ubriachi prima di cominciare, gli altri, io ero tanto contenta invece, anche tutta sporca da gita come per l’interrail (che io non l’ho mai fatto l’interrail a suo tempo proprio perchè mi sembravano tutti sporchi e puzzolenti, ma adesso lo farei che è un po’ tardino magari però – peccato). E anche a vedere gli U2 a San Siro è stata una beltà nostalgica (a parte che non ci vado più nel prato perchè adesso mi viene l’ansia), che sul seggiolino vicino c’avevo un cadavere dall’età indefinita che è stato tutto il tempo col telefonico in alto e lo girava e io mi abbassavo che non ci dovevo essere su iutub il giorno dopo io (che non si sa mai volevo dire). E lo sai, qui mi dicono che non ci capisco niente di musica che i Kiss sono il rock vero e io invece me li ricordo solo tutti truccati che assomigliavano ai Rockets più o meno, non me lo ricordo tutto questo rock vero, io per esempio. E poi se dico: Ascoltate tutti, silenzio, questa sì che è musica! Qui mi dicono: Ma è uno morto, come gli attori dei film in bianco e nero che ti piacciono a te? A me mi viene la malinconia dell’incomprensione domestica Maeandro sai… Io Tiziano Ferro non lo capisco, e in verità in verità vi dico: Ma sentite, ma perchè uno deve andare al concerto di Tiziano Ferro e non a quello di Al Bano Carrisi, eh?
    Poi volevo anche dire a cq che io la comprendo benissimo, per la faccenda dei segreti, delle cose belle che non le sa nessuno, però adesso è difficile trovarne, secondo me. Forse Drupi può diventare un bel segreto, chissà.
    Perchè non sembri che vado fuori post, magari dico un proverbio conclusivo (che ci son troppe righe mie qui) : Il troppo stroppia l’anima

  14. cq says:

    grazie B. comunque, non andrei a sentire neanche tiziano ferro, sebbene, non so perché, mi susciti una sincera simpatia. e per concludere: chi va con lo zoppo, gli si azzoppa l’anima.

  15. LorenZo says:

    Prendersela con le canzonette, pure da centro commerciale, è come sparare sulla croce rossa. Non è da te. E che cantautore poi! Un “mediano”. Questo post suona un po’ demagogico, tira al commento wow, ed è poco edificante. Poi se per gioco immaginiamo che “un colpo all’anima” si riferisce all’anima di acciaio interna alla botte – mentre il cerchio è esterno (quindi non allla “soul” come ipotizzato sopra) cade il costrutto teorico del post e si insedia la tendenzialità preconcetta sulle royalties dell’anima, che, come si evince dal post, non vengono qui assegnate certo ai cantautori. Allora sarebbe meglio parlar di anima, anziché dei suoi usi propri ed impropri nell’arte. Nevvero? :-)  

  16. maeandro says:

    B: quello che a me faceva specie era Bob Dylan, il mito a Piazzola sul Brenta. Capisco che da vent’anni non sappiamo se ai concerti va lui o un ectoplasma che vagamente gli somiglia. Di questo passo fra qualche anno lo vedremo alla Feste delle rose di Gazzo Padovano, la serata dopo Vito e i classici. O forse come ha detto mio figlio l’impressione è che lui i concerti li faccia solo per compiacere a se stesso. Perchè gli piace suonare e gli piace provare canzoni nuove e qualche rara di vecchia in accordi improponibili o con arrangiamenti discutibili. Noi il pubblico siamo lì come necessaria coreografia alle sue prove e forse non dovremmo nemmeno pagare ma farci pagare.
    B. se mi piacciono i film con gli attori in bianco e nero? Ma se sono l’anima del cinema, come si può non amarli? Il Bob Dylan di oggi lo metterei dentro il fim Broadway Danny Rose.

  17. piperinik says:

    Attenzione questo che segue è molto palloso lungo e persino polemico
    Per LorenZo:http://www.viten.net/pdf/307.pdf
    Per Blog intestinale :”un colpo al cerchio in realtà è un colpo al culo, per cui un colpo al culo e poi uno all’anima mi sembra perfetto
    “Ma allora la botte cos’è ?=
    Petruschov hai le idee chiare.”La botte piena e l’anima ubriaca”. Forse con un accento viene meglio: La botte piena é l’anima ubriaca.
    perché : se l’acqua scarseggia, l’anima nun galleggia!
    Questo è più difficile : Chi ha tempo non aspetti l’anima.
    Che potremmo leggere: Chi non ha tempo…ha trovato l’anima. Oppure si è scocciato, ma quanto ci mette basta , mi cerchi lei sta volta, io me ne vado. Oppure chi ha tempo non aspetta l’anima perché non è separato da essa . E’padrone del suo tempo( che ritmo raga)
    Allora quei colpi sono la musica colla botte e col cerchio perché l’animale che dio ha fatto e poi animato trovi acqua da bere.
    Acqua azzurra acqua chiara ora l’anima può bere.
    Se son anime animeranno
    Parlare a nuora perchè anima intenda
    Tra moglie e marito non mettere .

  18. pollock says:

    tu sei un genio. questo viaggio sui proverbi che finiscono in ANIMA e’ piu’ che geniale.

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