Non so se ne avevo già parlato, è possibile ma non riesco a trovarlo, e se l’ho già detto me ne scuso, ma ieri, mentre ero in una sala d’aspetto che aspettavo, m’è venuto in mente un brano di una lettera di Italo Svevo che citava un francese a me ignoto che diceva che detestava il fumo passivo perché gli ricordava che l’aria che stava respirando era già stata respirata da altri. Io, ieri, mentre ero in quella sala d’aspetto che aspettavo, ho pensato che anch’io ho lo stesso problema, ma più che col fumo ce l’ho con le scoregge.