C’era una dolce vecchina che abitava nel boschetto, stava lì, da sola, non aveva nessuno, e passava le sue giornate a cucinarsi dei minestroni o a far dei dolci. Le piaceva, far dei dolci, ma non le piaceva mangiarli. Le sarebbe piaciuto mangiar della carne, ma non aveva i soldi per comprarla, così mangiava solo dei gran minestroni che cuoceva in un grande paiolo nel camino. I dolci, non le piacevano, ma le piaceva farli, e casa sua, casa sua ormai l’aveva ricoperta di dolci: ogni cosa, in casa sua, era ormai fatta di dolci: i muri, il tetto, le porte, le grondaie, tutto, in casa sua, era fatto di dolci.
Stava lì, da sola, in casa sua, nel boschetto, si godeva gli ultimi anni della sua vita nella sua casa fatta di dolci che non mangiava, aveva un bell’orto dove crescevano delle belle verdure che usava per farsi i minestroni. Era tranquilla, era una tenera vecchina in pace con se stessa: c’era solo una cosa che turbava la sua tranquillità: due ragazzini che venivano da fuori, e venivano a rubarle i dolci. Un giorno spariva un’imposta, un altro qualche tegola, un altro lo zerbino, un altro un vaso: quei ragazzini, li aveva visti qualche volta con la coda dell’occhio, quei ragazzini le stavano distruggendo casa, pezzo a pezzo, mangiandosela.
La cosa doveva finire, aveva deciso la vecchina, e aveva deciso di appostarsi per cogliere i ragazzini sul fatto, e offrirgli una bella merenda che si sarebbero ricordati per sempre. Si mise a cucinare e fece dei dolci speciali, dei dolci memorabili, poi si nascose, seduta sulla sua sediola di marzapane, dietro un cespuglio di tasso barbasso, e mentre aspettava ingannava il tempo montando a neve dei chiari d’uovo.
Quando i ragazzini arrivarono, lei si alzò, e li invitò in casa a mangiare i dolci più buoni che avessero mai assaggiato. Subito, i due si spaventarono, ma poi le parole della dolce vecchina li allettarono, e si fecero convincere a entrare.
Erano davvero i dolci più buoni che avessero mai assaggiato. Era la merenda della loro vita. Mangiarono e mangiarono e mangiarono. Poi, si addormentarono. E la vecchina, la sera, per la prima volta dopo molto, molto tempo, non mangiò verdura. In fondo, erano bambini buoni.