Non ho paura dell’aereo. Lo prendo tranquillamente. Di solito viaggio con il solo bagaglio a mano e non mi preoccupo di nulla. Ho già predisposto tutto, tutto il metallo lo metto in una tasca della borsa e attraverso il metal detector senza fermarmi. L’unica cosa che mi dà fastidio è buttar via l’acqua, pere poi doverla ricomprare subito dopo i controlli. Ricomprare, no, diciamo comprare, ché io di solito riempio una bottiglietta di plastica con l’acqua di Cuneo, è acqua buona, quella di Cuneo, anche se c’è un mio amico che sostiene che viene dal fiume, ma io non ci credo.
Non ho paura dell’aereo. L’unica cosa che mi dà fastidio è quando l’aereo parte, e le hostess e gli steward fanno le dimostrazioni di sicurezza. Spiegano come allacciarsi le cinture, come assicurare le mascherine in caso di decompressione, spiegano come gonfiare il giubbino salvagente che si trova sotto il sedile. Come se fossero sicuri che se l’aereo andasse giù lo farebbe sull’acqua. Magari voli da Torino a Bruxelles, e ti fanno le dimostrazioni del giubbino salvagente. E non c’è acqua, che io sappia, tra Torino e Bruxelles, ho anche guardato dal satellite, non c’è acqua in nessun punto della trasvolata.
C’è una cosa che mi fa paura dell’aereo: è quando la hostess, o lo steward, indossa il giubbino salvagente, e la voce spiega che tirando con forza le due leve rosse che ci sono alla base, sul davanti, il giubbino si gonfia automaticamente. In quel momento, la hostess, o lo steward, prende in mano le due leve rosse, e le tira con forza. Non si gonfia mai.
Per il resto, non ho paura dell’aereo.