Ci sono cose che ho fatto e che non vi ho detto che ho fatto, e mi scuso, e riparo ora dicendolo, che le ho fatte, così poi non mi dite che non l’ho detto.

Per esempio, è uscito l’ultimo libro di Amedeo Balbi, che si chiama Seconda stella a destra, e mi è stato chiesto di scrivere una specie di postfazione, una specie di poscritto al libro. Il libro è veramente bellissimo e dovete comprarlo anche se pensavate che non ve ne fregasse niente dell’astronomia, perché è un libro scritto in un modo che quando lo aprite poi non lo chiudete finché non lo avete finito, tanto è scritto bene. C’è la prefazione di Margherita Hack, e c’è la mia postfazione. Io, quando l’ho saputo, che avrei dovuto scrivere un contraltare a quel che ha scritto la Hack, di dover fare una specie di panino con la Hack, in cui il ripieno era il mio cosmologo di fiducia, il Balbi, ho sussultato. Ditemi poi se v’è piaciuta: finisce con la parola Sombrero.

Poi ho fatto un’altra cosa che non mi sarei aspettato: ho fatto una traduzione. C’è questa nuova casa editrice che si chiama 40k, che pubblica ebook in più lingue in contemporanea, e c’è questo racconto inedito di Bruce Sterling che si chiama Il Bisturi Partenopeo, e io, che di libri di Sterling ne ho macinati qualcuno, soprattutto nella mia adolescenza cyberpunk, quando son stato chiamato a tradurlo in italiano non sapevo proprio cosa dirmene, e ho accettato, ed è stata una bella esperienza (per le parti che mi venivano più difficili mi sono fatto aiutare da maia, che mi ha tolto non poche grane). Bene, è uscito, sia in inglese, sia in italiano, è una storia in stile steampunk ambientata nell’Italia del Risorgimento: sappiatemi dire, perché è la mia prima traduzione, e se ho sbagliato qualcosa, mi piacerebbe saperlo (l’ebook costa pochissimo, neanche tre euro, non avete scuse).

Ecco, adesso ve le ho dette, e non potete dire che non ve le ho dette, perché adesso ve le ho dette.