Stamattina, saran state le otto, son sceso giù a buttar l’immondizia, e tornando in casa ho trovato, sul marciapiede, a pochi metri dalla mia porta, una confezione accartocciata di Viagra. Mi son detto Perbacco, una confezione di Viagra. Non ne avevo mai vista una. La settimana scorsa, venti metri più in là, ne avevo trovata una di Cialis, un farmaco che pensavo esistesse soltanto nelle mail che mi arrivano, e invece esiste, l’ho scoperto quel giorno lì, trovando la confezione per terra, e ho avuto la sensazione che hai quando scopri che una cosa che credevi leggenda urbana è vera, tipo non lo so, un alligatore che ti esce dal bagno, o il simpatico cagnolino che hai raccolto tutto sporco e bagnato si rivela una pantegana. Ma stamattina, quando, proprio sotto casa, a pochi metri dalla porta, sul marciapiede, ho trovato una confezione di Viagra ho subito avuto in mente l’immagine dell’uomo di una certa età, grigio e stempiato, che tira fuori la confezione dalla tasca del suo paltò cammello, tira fuori il blister, si accorge che c’è solo una pillola, magari accorgendosene bestemmia tra sé e sé, la toglie dal blister, se la butta in bocca e deglutisce. E poi va, dove va lo sa solo lui, se torna a casa dalla moglie, o va dall’amante, o va a far l’amore a pagamento, chi lo sa, a questo punto le biforcazioni possono essere tantissime, chissà se va da una donna o da un uomo, o chissà se passerà la serata in compagnia, o piuttosto da solo, e vuol solo essere rassicurato, rassicurato di quel che è e di quel che è capace di fare, e starà tutta la sera davanti al televisore a guardare videocassette.
E stamattina, mentre ho visto quella confezione di pillole blu, mi son venute in mente queste cose, accavallate nel cervello nel giro di un brevissimo istante, e poi ho pensato Meno male che non sono lui.