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Lettera di addio

Carissimo,
sei stato con me ovunque, in Italia e all’estero, sei stato con me in Abruzzo e in Sardegna, sei stato con me in Belgio e in Veneto, ma è arrivato il momento di separarci. Lo so che mi sono comportato con te come ci si comporta con cose a cui tieni poco, ma sappi che sono stati momenti indimenticabili. Mi sono specchiato con te nei migliori e nei peggiori alberghi, e tutto questo non lo dimenticherò mai. Oggi spremo con fatica gli ultimi centilitri di te e poi ti seppellirò nel generico. Mi spiace tanto. Tolleravo poco, in verità, il tuo essere in gel, di quel colore verde brillante, chissà cosa avevi dentro, mi chiedevo ogni volta che ti avevo in bocca, chissà perché spesso vi fanno colorati, mi chiedo sempre, per me è incomprensibile. Comunque grazie di tutto, è stato bellissimo, ma, mi spiace dirlo, morto un papa se ne fa un altro. Questa volta bianco, ché non se ne può più. Addio.
Con riconoscenza,
Alessandro

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19 thoughts on “Lettera di addio

  1. puntoepasta says:

    Mi piace il tuo modo di scrivere. E mi piace il tuo blog. Ti seguirò, se non è un problema.

  2. Le separazioni mi mettono sempre così tanta tristezza. Chissà cosa pensava di te il povero defunto tubetto?! Magari adesso, anche se riciclato, si sente risollevato di non dover subire tutte quelle torture/spremute giornaliere…per le quali, però, provava probabilmente anche piacere…

  3. però usi rotoloni regina eh?
    speriamo non finiscano davvero mai, perchè il commiato dalla carta igienica non so se ce la faccio a farcela…

  4. B says:

    lunedì 18 gennaio 2010
    Sabato pomeriggio, tornando da pranzo, sono passato al supermercato, come tutti. Sembra una cosa così conformista, così borghese, come si diceva un tempo, ma se dico che sabato mattina avevo spremuto il dentifricio al di là del possibile si capirà che non era procrastinabile, la sosta al supermercato. … Comunque, ho visto che c’era un dentifricio in sconto, tre confezioni a prezzo speciale… Metto il pacco nella sporta, però controllo se, magari, ci sono altri dentifrici che costan meno, come prezzo al litro. Non ce n’è…. Dopo son arrivato a casa, mi son lavato i denti, mi son accorto che il dentifricio che avevo comprato era verde, un verde quasi fluorescente che, se c’era scritto sulla confezione, non lo compravo mica. Forse l’ho già detto, ma io li detesto, questi dentifrici colorati, secondo me son cose contronatura.

    Bene, oggi è il giorno 19 gennaio 2011= 3 dentifrici verde fluo in 1 anno, che ho immaginato che fossero solo quelli, visto che le storie dei dentifrici di Alessandro ci accompagnano quasi come quelle delle persone/lui orribili (ci tiene aggiornati, insomma). E poi questa cosa di fare gli Storici dell’Arancione a me mi riempie le giornate ecco. E le date non sono scelte a caso, così gli Storici dell’Arancione si gratificano lo stesso, anche se Alessandro dice Non ci avevo badato.

    E quindi oggi, con questo addio ho proprio pensato che fosse (era) finito qualcosa, che ne so… una serie… Ho avuto un pensierino nostalgico insomma, come d’uopo negli addii.. Poi però ho sorriso di nuovo, perchè forse da domani ecco: “La storia del Dentifricio Bianco di Alessandro” (ma pensa te se una deve stare a trepidare per un sequel con un protagonista in litri…).

  5. al carrefour ne avevo trovato uno bianco e costava poco, ma ha un sapore di quelli che sembra di lavarsi i denti con il vinavil

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