Negli ascensori mi guardo sempre allo specchio. Non credo sia narcisismo, cosa vai a pensare, magari mi aggiusto il colletto della camicia, magari trovo che son mal rasato, non lo so, comunque è un dato di fatto che negli ascensori mi guardo sempre allo specchio, specie se son da solo, e se mi giudichi per questo sappi che non credo mica di essere l’unico, anzi, credo che anche tu, che adesso fai tutto il tonitruante, sì sì, ti ho visto sai, magari non stai dicendo niente ma io lo so cosa stai pensando, che questo qua è innamorato di se stesso o cose così, ma guardati, guardati la prossima volta che vai in ascensore, anche tu ti guardi allo specchio, è irresistibile, non puoi farne a meno, guarda, ci potrei mettere la mano sul fuoco. Ed è per questo che negli ascensori degli ospedali non c’è, lo specchio, non c’è mai, secondo la mia esperienza, ché altrimenti i degenti, quando vanno a prendere il caffè, chissà cosa pensano, guarda che colorito che ho, sto proprio male, magari i dottori non me la dicon mica tutta, e così via. Poi anche i visitatori, cosa dire, anche i visitatori che van lì a tener compagnia ai pazienti, cosa vuoi, gli vien anche a loro l’ipocondria, guarda te come son giallo, come son pallido, oh queste rughe, guarda la vecchiaia che incombe. È per questo che negli ospedali non ci son mai, che io sappia, gli specchi negli ascensori, e se per caso adesso arriva qualcuno a contraddirmi dicendo che negli ascensori degli ospedali dove va lui gli specchi ci sono, be’, quelli che l’han progettato si son sbagliati, cosa vuoi, non tutte le ciambelle riescono col buco, mica sempre. Che poi senza buco c’è anche più da mangiare, a pensarci.