E io che mi pensavo » 2011 » gennaio

Archivio di gennaio, 2011

Sono una persona orribile /25

lunedì 10 gennaio 2011

Tutte le volte che mi soffio il naso, guardo dentro il fazzoletto. E, tutte le volte, mi viene in mente l’adriatico.

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Vi volevo raccontare della mia malattia e altre amare riflessioni

venerdì 7 gennaio 2011

Proverbio: Scherza coi fanti ma lascia stare gli alpini.
Dopo che ho letto questo proverbio alla mia morosa lei mi ha chiesto se mi poteva lasciare.
Le ho spiegato che si trattava di un’amara riflessione sugli alpini che muoiono nei teatri di guerra ma non è servito a niente.

Se non era per oggi, ché bisogna andare a lavorare, sarei stato in pigiama da mercoledì sera fino a lunedì mattina. È che sono malato. Molto malato. Ho un’influenza, o qualcosa di simile. Non le prendo mai, le malattie, ma stavolta sì, l’ho presa, e ho deciso che è la mia malattia. Dico, lasciami qui sul divano, io con la mia malattia. Mi dice Vieni a letto, io le dico no, lasciami morire qui, con la mia malattia.

Ieri ho usato della candeggina. È stato bellissimo.

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L’inaspettata connessione tra la rucola e le scie chimiche

mercoledì 5 gennaio 2011

Mi hanno regalato un libro dove ci son raccolti degli scritti di Enrico Vaime. Il primo di questi scritti si chiama Quando la rucola non c’era, in cui dice che una volta la rucola non c’era. È vero.
Io c’ero, quando la rucola non c’era, e fino a dieci quindici anni fa non l’avevo mai neanche sentita nominare. Mi son detto sarà mica una pianta da laboratorio che l’han prodotta, che ne so, alla Bayer, alla fine degli anni ottanta per farci prendere delle malattie così poi dobbiamo comprare le loro medicine per curarci? Chi lo sa. Secondo me sì.
Wikipedia dice che la rucola è conosciuta fin dai tempi antichi. Adesso vado a correggere. Perché se dice che è conosciuta fin dai tempi antichi e io quando la rucola non c’era c’ero già vuol dire che io son più vecchio della rucola, e, scusatemi, non è un affronto mica da poco per un uomo che già ha i suoi problemi con l’affrontare il tempo che passa, l’incanutimento, la senescenza, quella roba lì.
Dice Wikipedia: Le foglie sono state scoperte in un paesino di Bologna a scopo culinario e apprezzate per il loro sapore deciso. Cosa vuol dire? Niente, non vuol dire niente, un paesino di Bologna. È qua che si capisce la svista di quelli della Bayer o magari della Menarini, o della Roche, o chi per loro. È un complotto, per farci credere che la rucola sia una roba che si trova in natura da millenni, e invece si son dimenticati questo pezzo di frase, Le foglie sono state scoperte in un paesino di Bologna a scopo culinario e apprezzate per il loro sapore deciso, che volendo, come frase, ci può dire molto, sulla scoperta, o meglio, l’invenzione della rucola. Bisogna investigare. Secondo me la rucola è coeva alle scie chimiche. È ovvio, le scie chimiche son fatte per controllarci, non c’è niente da dire, una volta non c’erano e adesso ci sono, son cose che si sanno anche se facciamo finta di non saperlo, non vogliamo ammetterlo neanche con noi stessi, ma è un complotto mondiale, le scie chimiche son fatte di metallo e come fanno a star su non lo so, ma d’altronde anche gli aerei son fatti di metallo e stanno su, che discorsi sono.

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101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello

martedì 4 gennaio 2011

Esiste un libro che si chiama 101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello. Ve lo riassumo in breve: le donne ragionano con il cervello perché non hanno il pisello.

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Stappano lo spumante e non sanno quello che fanno

domenica 2 gennaio 2011

C’è gente che scrive Benvenuti nel 2011! Come se loro ci fossero sempre stati.
Comunque l’altra sera eravam lì che aspettavamo l’inizio dell’anno, eravam proprio lì per quello, a un certo punto suona il telefono, era Carlo Conti. Diceva che secondo le sue rilevazioni eravamo in ritardo di diciassette secondi a stappare lo spumante e che dovevamo metterci in regola al più presto. Allora abbiam fatto. Che poi magari c’era da pagare una penale.
Alle due dormivo, suona il telefono, era di nuovo Carlo Conti, ha detto che ha verificato e che per quest’anno lascia correre, però per l’anno prossimo ci conviene rigar dritto.

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Un’analisi antropologica della festa di capodanno

sabato 1 gennaio 2011

Capodanno mi sembra una festa in cui tutti amano infilare corpi convessi in corpi concavi. Pensateci: il cibo nella bocca, liquidi, meglio se alcolici, sempre nella bocca, petardi nei cassonetti. Poi ci sono anche altri modi per festeggiare il capodanno infilando corpi convessi in corpi concavi, modi che personalmente prediligo, ma questo blog non è abbastanza concavo per infilarceli.
Poi, mi hanno chiesto se è vero che mi bevo due bicchieri di grappa ogni mattina. Sì, è vero. Prima ne bevevo tre ma ho dovuto ridurre. Questioni di budget.
Adesso mi hanno detto che c’è una grappa all’hard-discount che può sostituire la Nardini, facendoci la bocca. Dicono che all’inizio è dura ma poi ci si abitua. Così magari col risparmio mi posso comprare dei petardi.

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