Cosa vuol dire, mi dici, cosa vuol dire? Non lo so cosa voglia dire, che domande sono. Sembra a volte che io dica le cose sapendo cosa dico ma no, ma cosa pensi, che io sappia tutto quel che dico? Ma no ma che senso ha, se io sapessi tutto quel che dico sarei un genio, e se dovessi sapere tutto quel che dico passerei la vita a star zitto, zitto e muto, tutto il tempo, rannicchiato in un angolino, lasciatemi stare, direi, lasciatemi stare, non so niente, e invece bisogna pur vivere una vita sociale, bisogna pur chiacchierare, far della conversazione con la gente, e dici delle cose, buongiorno buonasera, come sta sua nipote, dicono che pioverà, ma son cose che non sai, non lo sai se pioverà, sai solo che te l’ha detto uno che l’ha sentito al telegiornale regionale, e tu le dici così, per far della conversazione, senza pensare che poi la signora andrà in giro e dirà che piove, e per lei la sua fonte sarai tu, che a tua volta l’hai saputo da uno che probabilmente l’ha saputo dal telegiornale regionale, o che magari l’ha saputo da uno al bar a cui fa male l’alluce, e se gli fa male l’alluce è segno inconfutabile, lui dice, è segno inconfutabile che pioverà, o che magari l’ha saputo da chissà dove, magari ha visto delle gocce per terra e ha pensato che cominciava a piovere, e magari invece era solo la signora del piano di sopra che bagnava i fiori, e da una che bagnava i fiori poi dopo tutta la città si aspetta che piova, cosa ci vuoi fare, bisogna pur conversare. Poi però ci son delle volte che è meglio stare zitti, ma questo è un altro discorso, qui si sta facendo un discorso generico, generale, sul vivere sociale, sul buon vicinato e sul voler bene al prossimo: al prossimo, per volergli bene, non c’è dubbio, bisogna dirgli delle cazzate. È così facile.