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Una vita frizzante

Dicevo che scrivere un diario della giornata ti tira fuori delle cose che non sapevi neanche di avere vissuto, e che da ogni giornata, anche la più normale, in cui ti sembra che non sia successo niente, vengon fuori delle cose, se le scrivi, che non ti accorgevi neanche che ti fossero capitate, cose che non ti sarebbe neanche passato per la mente che potessero avere un valore, di per sé. Sarebbe bello scrivere tutti i giorni un diario, un diario come ho scritto quel giorno là, in cui, ripercorrendo una mezza giornata qualunque, ho scritto dodici cartelle densissime, sarebbe bello sì, solo che uno deve scegliere, perché scrivere un diario porta via del tempo, e se uno si mettesse lì la mattina a scrivere il diario della sua giornata sarebbe il diario di uno che tiene un diario, e magari sarebbe interessante anche quello, non lo so, però a occhio mi pare che bisogni fare una scelta, o tenere un diario, o vivere, e io, a pensarci, non so bene cosa scegliere, perché di primo acchito, così, direi che sarebbe meglio vivere, ma poi anche tenere il diario di uno che tiene un diario non mi sembra un’idea malvagia. Magari poi anche quella di chi tiene un diario può essere, o sembrare, una vita frizzante, chi lo sa.

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11 thoughts on “Una vita frizzante

  1. cq says:

    A me è venuta fuori un’idea simile: ho iniziato a scrivere un racconto su uno scrittore che non riusciva più a scrivere e per darsi l’avvio ricorreva all’autobiografia ma si rendeva conto che la sua, di autobiografia, veniva fuori cortissima perché aveva passato la vita a scrivere e quindi per riassumere la propria vita avrebbe dovuto metter tutte di seguito le pagine che aveva scritto. e voglio dire, anche quello è un bel vivere, secondo me.

  2. m says:

    Ci vuole un buon carattere per scrivere tutti i giorni e farsi leggere. Il tuo cos’è, un Times New Roman?

  3. B says:

    Di secondo acchito, così, a me sembra bello evitare di vivere, scrivendo, magari sull’Arancione. “Evitare” non è sempre come “scappare”, o “schivare”, o “eludere”. Non sempre, ma spesso. Secondo me, a orecchio.

  4. La domanda a quel punto andrebbe rivolta al diario. Cioè non so cosa potrebbe pensare il diario di chi scrive il diario. Alla fine la vita del diario potrebbe apparire più frizzante di quella di chi scrive il diario.

  5. Sembra proprio un Times New Roman, anche se fastidiosamente grande. Quello dei commenti sembra un Georgia.
    Sarà un Georgia? Si capirà dai numeri.

    33,985.

  6. Che uno un diario se lo tiene lo stesso pur fingendo di vivere. Basta che ti infili su facebook, là si che ci sono quelli che tengono il diario pur facendo finta di vivere. Magari non ci scrivono cartelle piene, ma è pur sempre il diario di una personcina che ha deciso di tenere un diario e fingere di vivere. Ma per loro è una bella vita, quella lì finta. penso che sia anche così, diciamo

  7. palla di lardo says:

    e tenere il diario di uno che non tiene il diario? e magari quello che non tiene il diario trova il tuo diario, pieno di pagine vuote e si riconosce dentro e magari nasce una bella amicizia. O magari ti da un pugno in faccia. Bisogna viverle stè cose per sapere come vanno a finire. Oppure potrebbe tenere il diario senza perderlo. In questo modo non ci sono conseguenze. Ma dubito che poi Spielberg ci potrebbe mai girare un film sulla vicenda o tenere a sua volta un diario su te che tieni un diario su uno che non tiene un diario… e se le tue pagine del diario sono vuote, quelle di Spielberg come saranno?

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