La settimana dell’odio
venerdì 22 aprile 2011
E comunque vorrei concludere la settimana dell’odio, sì, è la settimana dell’odio, ve ne sarete accorti, ecco, vorrei concludere la settimana dell’odio parlando un po’ di voi umani. Leggevo stamattina che “il problema non è tanto che l’uomo stia diventando come merce. Semmai è la merce che si sta sempre di più umanizzando. L’abito non fa il monaco, l’abito è il monaco.” Ed è vero, siamo la merce che produciamo, e la merce è quello che siamo, siamo quello che indossiamo, e quel che indossiamo non è mica progettato per farci star bene noi che l’indossiamo, ma è tutta vanità, tutta tutta vanità, e di lì non si scappa. Non c’è verso, ci penso tutte le volte che guardo le mie magliette, le mie camicie, le giacche, i pantaloni: possono essere anche i prodotti più rinomati, ma avranno sempre quelle odiose cuciture all’interno, alcune meglio rifinite, alcune peggio rifinite, ma quelle cuciture saranno sempre rivolte all’interno, a strisciare contro il corpo, alcune di più, alcune di meno, ma sempre rivolte all’interno, a strisciare. Il precipuo scopo degli abiti si vede dalle cuciture, se le cuciture son rivolte all’esterno, lo scopo è quello di far star bene chi gli abiti li indossa, se le cuciture son rivolte all’interno allora è pura vanità. Ed è sempre vanità.
Vi odio, voi umani.



14 commenti
Odio l’odio
mmm, anch’io soggetto a numerosi attacchi d’odio ho una semplice teoria a riguardo: o è un po’ che non fai una bella chiavata, o una tua richiesta di dartela è stata delusa…?
pure l’etichette eh
Io Alessandro, sono stato re di Internet in Cuneo. Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa nella rete. È questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino. Ho visto tutte le cose che si fanno nella rete ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.
Pensavo e dicevo fra me: “Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Cuneo.
Io ho detto in cuor mio: “Vieni, dunque, ti voglio mettere alla prova con la gioia: Usa il sugaman!”. Ma ecco anche questo è vanità.
C’è che io mi diverto qui, a farmi odiare. Mi diverto tanto, che sto da papa, come dentro un budello, senza cuciture verso l’interno. Sarò una salsiccia?
ecco, io volevo solo metterti a parte di una cosa.
alcuni anni fa andai a londra per capodanno e lì i saldi cominciano subito dopo natale, e sono veri saldi, e io sono femmina, quindi hai capito.
c’era una catena di negozi che si chiamava next e vendeva magliette bellissime con le cuciture fuori, e io ne comprai tipo quattro o cinque.
tutta felice iniziai a indossarle, ma ogni volta trovsvo qualcuno che mi scassava la minchia dicendomi: è al rovescio. non è maifacile, insomma.
Io invece odio l’oidio (e anche la peronospora, la botrytis…)
Io, le etichette appena le trovo le strappo, soprattutto quelle sul collo. Infatti quelle cuciture interne a volte sono così spesse che ci si potrebbe ricavare che ne so, una t-shirt.
Secondo me le cuciture si mettono all’interno più per convenzione che per vanità. E fra una decina d’anni le cuciture non esisteranno neanche più.
Sono un po’ di post che ti osservo, stai diventando transizionista, ormai è inevitabile… ;-)
Se le cuciture restano nascoste per convenzione, sono d´accordo, ma probabilmente il primum movens di nasconderle era vanità, anche perchè se si pensa alle primissime confezioni metti, di neanderthal,queste sicuramente avevano le cuciture fuori, poi a un certo punto della storia qualcuno decise di nasconderle per fare più finezza … tutte speculazioni eh…
anch’io un po’. Ma le mutande di più. E dritte o rovescie, a quel punto lì, dico, non so mica dove sia la vanità
A Napoli si dice: “me vien men ‘nde cusetur” ovvero “mi vieni meno nelle cuciture” ed è una cosa che mi è sempre piaciuta tanto. E niente. Mi sembrava bello poterlo ridire.
È il classico caso delle profezie autoverificantesi, man.
se il salame toglie il sugaman, quello senza cuciture, forse qualcosa di meno vano salta fuori, prima o poi…