E comunque vorrei concludere la settimana dell’odio, sì, è la settimana dell’odio, ve ne sarete accorti, ecco, vorrei concludere la settimana dell’odio parlando un po’ di voi umani. Leggevo stamattina che “il problema non è tanto che l’uomo stia diventando come merce. Semmai è la merce che si sta sempre di più umanizzando. L’abito non fa il monaco, l’abito è il monaco.” Ed è vero, siamo la merce che produciamo, e la merce è quello che siamo, siamo quello che indossiamo, e quel che indossiamo non è mica progettato per farci star bene noi che l’indossiamo, ma è tutta vanità, tutta tutta vanità, e di lì non si scappa. Non c’è verso, ci penso tutte le volte che guardo le mie magliette, le mie camicie, le giacche, i pantaloni: possono essere anche i prodotti più rinomati, ma avranno sempre quelle odiose cuciture all’interno, alcune meglio rifinite, alcune peggio rifinite, ma quelle cuciture saranno sempre rivolte all’interno, a strisciare contro il corpo, alcune di più, alcune di meno, ma sempre rivolte all’interno, a strisciare. Il precipuo scopo degli abiti si vede dalle cuciture, se le cuciture son rivolte all’esterno, lo scopo è quello di far star bene chi gli abiti li indossa, se le cuciture son rivolte all’interno allora è pura vanità. Ed è sempre vanità.
Vi odio, voi umani.