vita di blogger

Sensi di colpa

Mi sento un po’ in colpa, caro blog: ti ho trascurato un po’. Lo so che è così e anche tu lo sai, anche se adesso sei lì che fai finta di niente e mi corri incontro tutto pimpante e festaiolo, ma dentro io lo so che covi del rancore, e hai ragione, cosa vuoi che ti dica, ho fatto passare tanto tanto tempo per i nostri, miei e tuoi, standard, prima di scrivere ancora qui, ti chiedo scusa, caro blog, magari eri anche in pensiero, magari ti chiedevi se non mi fosse successo qualcosa, e magari negli ultimi giorni te lo eri anche augurato, vedendo che magari in altri posti qualche frase la scrivevo. Ti chiedo scusa. È che ho avuto talmente tante cose da fare, da preparare, da scrivere, che al mattino, quando mi alzavo, invece di pensare a te come sempre era successo, dovevo pensare ad altro, tutte cose belle, vai tranquillo che nei prossimi giorni te le racconto tutte. Sì, è una promessa, così domani ci vediamo di nuovo e ci raccontiamo delle belle cose. Sei contento? Io sì. Ma come sei cresciuto.

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11 thoughts on “Sensi di colpa

  1. andrea gentile says:

    un bellissimo blog – intelligente e scritto bene – può permettersi anche un po’ di pausa.

  2. B says:

    Se fossi il tuo blog, io risponderei. “Ma no, figurati, ma capisco benissimo, caro Alessandro”. Il brutto di accettare le scuse, é che uno si sente preso in giro senza il diritto di sentircisi: come si fa, infatti a sentirsi presi in giro se chi ti sta prendendo in giro lo fa che sembra un eroe buono? Eh? E tocca fare la parte dei comprensivi per forza, anche se non è la prima volta. Ma poi uno se lo tiene in mente. Se lo ricorda e si dice, tra sè e sè: “Beh… Va bene, ho imparato: la prossima volta non mi aspetto più niente. E’ inutile aspettarsi qualcosa dagli amici, dalle altre persone, dalle cose che ti si rivoltano contro o ti ignorano e ti considerano una seconda scelta. Gli unici sono la mamma e il papà: loro sì che ci sono sempre! Voglio la mamma!” Dopo tocca restare infantili, ecco.
    Se fossi il tuo blog, io farei degli scherzetti, adesso, tipo che non mi apro più a tuo piacimento. Io mi chiudo, ma non “a riccio”, come chi si sente umiliato e si difende senza colpo ferire, io mi chiudo con dei virus e così ti isolo dal mondo, Alessandro. Io ti faccio diventare un appestato, altro che!
    A meno che tu non rimedi, che non è mica sufficiente che mi racconti, a me, che sono il tuo blog, cosa hai fatto intanto che facevi finta che io non esistessi. Non lo so, cosa devi fare per farti perdonare adesso, io non lo so, io sono solo il tuo blog, mica lo scrittore che mi ha inventato!
    E poi magari che sono cresciuto vallo a dire a qualcos’altro, che sarai magro te!

  3. Chat Baker says:

    Molto gentile questo Andrea Gentile, eh? Sarei anche d’accordo con lui, ma non lo dico.

  4. In effetti anche noi lettori abbiamo sentito l’assenza dei tuoi post. Scrivere l’url del tuo blog, e trovare il solito titolo “Poesie della Resistenza” (che ormai ho imparato a memoria) mi ha fatto pensare che hai avuto troppe cose da fare. Succede! Sei giustificato.

  5. cq says:

    io son d’accordo con gli altri. stavo per scriverti che secondo me stavi “un po’ riposando sugli allori”, citando uno a caso, ecco.

  6. Magica says:

    No, non cercare di convincermi con le solite scuse…eppoi dato che sono cresciuto, prendimi di corsa quella macchina di cui abbiamo già parlato un centinaio di volte.

  7. “Traditore! Fedifrago! Lasciare da solo il tuo compagno di una vita, colui che ti ha accompagnato nei successi!!!”

    :-P

    vabbè ti perdono

  8. Lele says:

    Non temere, il tuo blog ti vuole bene, ed è contento di farsi scrivere quando tu ti senti di farlo. Se non te la senti, lui ti aspetta.

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