Stamattina son andato a fare colazione al bar. Saranno state le sette e mezza, ero già sveglio da un po’, e di colazioni ne avevo già fatta una, quando mi ero svegliato, poco prima delle sei. Poi, alle sette e mezza, dopo un po’ che ero lì che leggevo Huckleberry Finn, mi è venuta voglia di uscire e di andare a fare colazione al bar. Siamo fatti così, noi asceti, facciamo una colazione e subito dopo ci vien voglia di farne un’altra. Magari ti prendi un caffè di casa con un biscotto, e dopo ti vien voglia di un caffè del bar con un cornetto alla crema; non succede tutti i giorni, ma ogni tanto succede, e cosa fai, certe volte ti dici Massì, andiamo a fare colazione al bar, con il miraggio di quel cornetto traboccante crema, seguito da un bicchierino d’acqua e da un caffè. Mi son vestito e son sceso, e mentre Huckleberry Finn scendeva il fiume Missouri a bordo di una zattera, sono andato al bar. Dentro il bar c’era della musica, c’è sempre della musica dentro i bar, e io stamattina di musica non ne avevo ancora ascoltata, e quando son entrato nel bar ho sentito la prima musica della mattinata. L’ho riconosciuta subito: era Su di noi di Pupo. Ho chiesto alla barista se era il caso, secondo lei, che lei ci facesse ascoltare, a noi asceti, come prima musica della giornata, una canzone di Pupo. Lei mi ha risposto che quando era piccola era innamorata di Pupo, che quando suo padre aveva comprato un armadio nuovo lei lo aveva tappezzato tutto di foto di Pupo, sia fuori che dentro, e che suo padre le aveva fatto una bella ramanzina. Le ho detto che secondo me suo padre era uno che ne capiva, ma lei non ha mica colto, allora mi son rimesso a leggere e sono uscito. Noi asceti siam fatti così.