Scritto in coda alla posta
mercoledì 24 agosto 2011
Era un po’ che Vittorio Arletti, chiamiamolo così con un nome di comodo, come fanno gli autori quando vogliono nascondere le proprie magagne, era un po’ che Vittorio Arletti, che incidentalmente ha le stesse iniziali delle parole Vostro Autore, era un po’ che lui non scriveva più niente, scriveva pochissimo, lui che un tempo si vantava di scrivere qualcosa, anche una vaccata, tutti i giorni. Dopo un po’ che non scriveva più si era accorto che gli era cresciuta la pancia, una mattina in bagno si era accorto che a momenti non riusciva più neanche a vedersi il pisello, e in quel momento lì, mentre faceva la pipì, aveva deciso che era ora di cambiar regime, si era detto Qua, se non mi rimetto a scriver più spesso, divento un pallone. Poi, a dir la verità, non so come finisce, ma se funziona ve lo dico.



10 commenti
Io scrivo, ma ingrasso lo stesso… mi serve un altro metodo…
Io c’ho il metabolismo veloce. A pensarci, quella pancia dev’essere piena zeppa di idee.
Se ho ben capito, c’è chi scrive e s’ingrassa e chi s’ingrassa se non scrive. Il dr.House, che è seduto qui di fianco a me, dice che il responsabile del vostro ingrasso è quindi un virus, che si attiva o scrivendo oppure andando in bagno alla mattina.
Invece delle diete, dovremmo scrivere più spesso.
io scrivo mangiando.
Digita furiosamente sulla tastiera del computer che ha sulla scrivania.
Il dottore è in evidente imbarazzo.
Nota: non si dice arrivederci a un dottore, forse che uno dovrebbe augurarsi di star male?
mi scuso per gli erori
Posso concludere che uno scrittore non dovrebbe rimangiarsi le parole ?
una purga letteraria?
o un libro che faccia cag#re?
eh, il silenzio ingrassa.