Ecco sì, io adesso è un po’ che la meno con questa storia della luce nel frigo che avrebbe un suo nonsoché di magico e magari uno potrebbe anche pensare che dedicare tanto tempo a pensare a una cosa così normale come la luce nel frigo sia una cosa, come dire, un po’ da scemi, epperò ci son cose alle quali non si pensa mai, che a volte ti colpiscono come un lampo, magari è notte, sei solo, è tutto buio, ti svegli, ti vien sete, ti alzi a vai in cucina, sei solo ed è buio anche lì, ma poi apri il frigo per vedere se c’è dell’acqua, apri il frigo e sei sempre solo, ma appena apri il frigo ti colpisce una luce, ti colpisce come un lampo, ti folgora e non riesci più a pensare ad altro per giorni, vai in giro e fai le cose che fai di solito, sei solo però pensi alla luce del frigo che ti ha colpito quella notte, e ha illuminato quella bottiglia di acqua San pellegrino che non sapevi più di avere, quella bottiglia che avevi preso all’autogrill e poi non avevi bevuto e avevi riposto senza pensarci, quella bottiglia che in quella notte di sete era la cosa più buona del mondo, quella bottiglia che era un tesoro inaspettato, come quando nella giacca che non mettevi da anni trovi un biglietto da cinquecento lire, come quell’amico che non vedi da anni, lo ritrovi per caso, e siete ancora amici come una volta.