Poesia da qua
mercoledì 28 settembre 2011
Qua
ci sono i fuochi d’artifizio
se c’eri
ti portavo
a vederli
ma non ci sei
e alzo la musica
fortissimo
così non li sento

Qua
ci sono i fuochi d’artifizio
se c’eri
ti portavo
a vederli
ma non ci sei
e alzo la musica
fortissimo
così non li sento
E io che mi pensavo gira con WordPress, il me stesso del titolo è di David Demets e tutto questo accade grazie a Dario Di Ludovico.
E io che mi pensavo by Alessandro Bonino is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
20 commenti
Mi ricorda il papà di Charlie Brown che alzava il volume dell’autoradio per non sentire un rumore sodpetto che veniva dal motore.
però è bella
mi fai commuovere…
giuro.
Hai ragione: se non puoi condividerli con qualcuno, a che pro ascoltarli?
ma chi, Lui? è venuto a farsi esplodere lì? aveva detto che lo faceva in tv, mannaggia
Fai bene: però guardali.
Meta-poesia.
rumore che copre rumore
che magari copre assordante silenzio
a me è piaciuta molto
Ma dove è andata? Magari è andata a vederli da sola…
Invece che “fuochi d’artifizio” ho letto “fuochi d’orifizio”.
Eh già… è mattina. Forse ho bisogno di un caffé.
Melanconia pura.
Artifizio… mi piaci così retrò.
i fuochi artifiziali visti solo su due gambe hanno un che di mistero tremendo. alziamo la musica, và…
Spero che lei senta il tuo silenzio. Bella: dopo la luce del frigo, la luce dei fuochi ci voleva proprio.
A guardarli da soli mettono tanta, ma tanta tristessa.:(
Concordo con Mr. Tambourine.
Quoto MaiMaturo : guardali, sono luce anche quelli.
bellissimo!
I fuochi artifiziali sono quelli romagnoli?
…la musica d’artificio…