Lo sai cos’è successo, che l’altra mattina, che era una mattina di gelo, ho scritto del rumore delle grondaie, e quel giorno lì, alle due del pomeriggio, son uscito sul balcone, e c’eran le grondaie che grondavano, e facevano il loro rumore proprio di grondaie che grondano, e i tetti che gocciolano, e le stoppie, il giorno dopo le stoppie nei campi pullulavano, c’erano anche prima, ma la neve era alta e le copriva, e adesso invece si vedevano, ed era bello. Questo era quel che avrei voluto scrivere quel pomeriggio lì, ma poi, lo sai cos’è successo, è morto Mauro Gasparini e a me non m’è più venuto da scriver niente.


7 commenti
ieri nel parcheggio mi attardavo beata al sole di mezzogiorno ad ascoltare il rumore delle grondaie, e sorridevo pensando proprio al tuo post. Oggi leggo questo e so che d’ora in avanti il rumore delle grondaie evocherà anche tanta tristezza
A volte non scrivere è la cosa giusta da scrivere. Ti siamo vicini.
Che poi io con Mauro Gasparini non ci parlavo da un anno, ché l’ho incontrato per caso, e prima non ci vedevamo da un po’. Però, prima, avevam fatto un pezzo di strada insieme, se così si può dire, quando Spinoza non era ancora lo Spinoza di adesso, e quindi non so, ci son rimasto male.
Leggendo di Mauro Gasparini sono andato sul motore di ricerca che mi ha mandato sul suo blog che ha un titolo molto bello”Le parole sono sguardi da un luogo senza finestre”. Si occupa di letteratura, di poesia e la sua intervista ultima al poeta Zanzotto è sorprendente. Avrei voluto conoscere prima l’indirizzo di questo sito ma tant’è non tutto si può avere.
Ecco, la grondaia, che batte il suo suono, che fa scorrere la goccia che adesso non è più di vita. Splash, è tutto finito!
son sempre i migliori che ci lasciano.
magari apre un nuovo Spinoza, nell’aldilà non mancano argomenti.
Le grondaie hanno grondato vuoto, quel giorno. Non c’era nulla da ascoltare. Mauro ora scrive altrove.
Un abbraccio,
Fed
proprio così.