vita di blogger

Solo io e lui

Ma sai che hai fatto bene a venire, ci pensavo proprio l’altro giorno, ti volevo telefonare, che ho visto alla televisione, sai quella cosa che c’è al mattino, Fatti i fatti vostri, e c’era quello lì che ogni tanto invitano, adesso mi scappa il nome, e diceva, quello lì, la scatola nera, diceva anche le banche il conto arancio, che adesso dicono che si guadagna anche più dei bot, io non lo so, non ho mica capito, volevo chiederti la scatola nera, e hai fatto bene a venire, che ho sentito lì in televisione che con la scatola nera, se ho capito bene, le assicurazioni te la mettono poi gratuitamente, non ho capito tanto a cosa serve, ma io che faccio pochi chilometri, lo sai, magari ci sarebbe da risparmiare, con la scatola nera, io che viaggio poco, non vado più neanche a Mondovì, io andavo, ma adesso han messo tutte quelle rotonde, con tutti quei segnali che son anche diversi da quelli normali e io se mi metto lì a leggere i segnali poi la gente dietro è già mentre che suona, non mi sento più sicura, anche l’anno scorso, che io andavo sempre a Mondovì, lì dietro la Valeo, a portare la macchina al collaudo, l’anno scorso non son più andata, son andata qua vicino, è un peccato perché quelli dell’officina di Mondovì eran simpatici, mi davano sempre qualcosa, dei profumini, una biro, qualcosa, poi mi dicevano lei stia pure lì al caldo, signora, facciamo tutto noi, vuole un caffè? eran proprio simpatici, la possiamo accompagnare fino fuori Mondovì? mi piacevano, erano brava gente, ma simpatici! mi davano sempre qualcosa, dei profumini, delle piccole cose, solo che adesso han aperto l’officina dei collaudi anche qui, giusto appena dopo l’autostrada, è comodo, e son andata lì, che per le strade non mi sento poi mica più tanto sicura, ma che antipatici, ero lì che pagavo c’era uno giovane, non giovane come te, te sei giovane ma quello lì era più giovane, c’era lì un sacco con dei profumini, come si chiamano, deodoranti per auto, allora ne ho preso uno, ho detto questi qui si possono prendere? e questo qui, ma di un antipatico, mi ha detto costano due euro e cinquanta signora, ma io li compero dai marocchini, dai marocchini costano un euro, ce l’ho detto, guardi io preferisco comperarli dai marocchini, i marocchini li mettono a un euro giusto e cosa vuoi, son gente antipatica, a Mondovì mi davan sempre qualcosa, questi qua niente, io pago sessantaquattro euro, loro ci mettono dieci minuti a fare il collaudo e non mi danno niente? è un peccato che io a Mondovì non mi sento tanto sicura a andare, io quando devo andare all’ospedale mi faccio accompagnare da mia cugina, che anche lei è senza figli, e lei mi dice vai di qua vai di là e io non guardo i cartelli né niente, vado dritta e a posto, guido bene, io se son con lei son più sicura anche nelle rotonde, lei mi dice dai precedenza, gira a sinistra, STOP! e io vado come un treno, anche a Cuneo son andata, son andata a una sepoltura di uno che era ancora mio parente, sai quello che ha il deposito dei carburanti, che ha il distributore quello là sotto da Cuneo, eh, e niente, è morto e son andata con un’altra mia cugina, che poi non è mia cugina è la mia vicina di casa, ma io dico mia cugina, e siamo andati lì a Cuneo in quella chiesa di Corso Vittorio, quella lì che ci ha un battistero che sembra una piscina, abbiam parcheggiato sul corso, poi dopo guardavo ogni tanto la macchina mi sembrava che c’era un foglio attaccato al vetro e dicevo a mia cugina avrò mica preso una contravvenzione? ma no mi diceva mia cugina, che poi non è neanche mia cugina ma lasciamo stare, ma no stai tranquilla che si può parcheggiare, sul corso, se non si può parcheggiare sul corso dove si può parcheggiare, ma io continuavo a guardare ogni tanto la macchina ero un po’ preoccupata, poi quando è finita la sepoltura siamo andate alla macchina c’era il biglietto c’era scritto: scusi signora le ho toccato la macchina con il nome cognome e l’indirizzo e il numero di telefono, ma che signore gentile, che sarebbe solo giusto, sì, ma al giorno d’oggi c’è della gente, la maggior parte della gente non lo farebbe mica, c’era una piccola dorgna sul paraurti davanti, allora poi quando siam venute a casa suo figlio gli ha telefonato, ha detto che ero sua zia e lui ci ha detto di farla vedere da un carrozziere e di dirgli quanto fa, io son andata, m’han detto che qui c’era da smontare il paraurti faceva cento euro, allora ci ho telefonato, una persona graziosa, mi ha detto va bene io poi ce li do, poi ho parlato con il figlio di mia cugina che mi ha detto che secondo lui smontare il paraurti, con la mia macchina che è un po’ arrugginita, magari non si faceva un bel lavoro, magari se gli mettevano un po’ di quella cosa, adesso non mi viene la parola, ecco, della pasta, se gli mettevano della pasta riuscivano a metterla abbastanza a posto, allora son andata alla carrozzeria, gli ho chiesto se non potevano per caso metterci anche solo della pasta, loro han detto sì, costava cinquanta euro, così alla fine ci ho telefonato a quel signore gentile, mi sembra che lavora in una banca, in una banca a Cuneo, io se una volta vado di nuovo a Cuneo vado a trovarlo in banca, che lo voglio ringraziare, comunque ci ho telefonato, ci ho detto che avevo trovato un modo per farlo risparmiare, che costava solo cinquanta euro, e lui mi ha detto che di onesti, eravam rimasti solo io e lui.

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18 thoughts on “Solo io e lui

  1. Alessandro says:

    (è una specie di bozza di monologo, la protagonista è una signora anziana di campagna che parla mezzo in piemontese, mezzo in italiano) (sembra lungo eh, ma in realtà doveva essere anche più lungo)

  2. Wanna Dens says:

    mentre leggevo mi sono ritrovata come sul treno quando anche se non vuoi ascolti i discorsi degli altri, nel senso che li senti. ma non ti fai nessun pensiero tuo, eh. solo, senti. uguale.

  3. Sembra mia zia che quando ti deve raccontare di qualcuno ti fa anche l’albero genealogico, a partire almeno dal ’200. E tu provi a scriverlo con la amtita su un foglio di carta, perchè poi bisogna anche rispondere alle domande. Guai a distrarsi perchè….”aspetta che ti spiego di nuovo”.
    Ciao

    PuntoG

  4. WOW!!! che corsa a perdifiato inseguendo il quotidiano che poi non è il giornale che, prima del digitale, compravo ogni giorno in edicola da quel giornalaio con la faccia triste che parlava lo stretto necessario tanto per far capire che aveva anche la lingua. Lì ci trovavo di tutto, persino (che non è il gatto di razza indoeuropea che,nella sua lunga vita, ha perso la A ) il deodorante per auto. A me piace l’odore di pesca ma quella faccia triste scuoteva sempre la testa. “C’ho l’arancio e i fiori di campo” era la sua offerta alternativa. Non ho mai comprato deodoranti da lui ma almeno, sai la soddisfazione, lo facevo parlare!

  5. michela says:

    Bello, anzi bella la bozza del monologo che ci hai regalato oggi.
    Non so se è capitato anche a altri ma io, quando sono arrivata a Scusi signora, mi sono distratta e mi son messa a pensare Ma come faceva a sapere che era la macchina di una signora? Lo so, non son tanto normale, è che i lettori del blog non te li scegli, capitano. A te ne è capitata anche una che si fa delle domande strane e distraesti, pace.

  6. Si, perchè poi, io la scatola nera mi piacerebbe
    tanto rossa, ma mio marito mi ha detto che non
    la mettono più e io ci sono proprio rimasta
    male!!!

    Baci. egle

  7. Pingback: WOW « Fratoracconta

  8. magica says:

    Penso che ascoltarlo sia stato un problema, ma da leggere
    *e venuto benissimo!

  9. timidina says:

    me l’ero perso…simpatico! Ma michela ha perfettamente ragione, il ‘signora’ ha distratto pure me

  10. BrontosaurusRex says:

    …io credo che questo sia uno dei brani più belli che abbia letto da parecchio tempo.
    Quando esce il libro lo compro subito… ma mi raccomando, non mettere nemmeno un punto.

  11. gabriella says:

    Deve essere una cosa femminile….anche io ho passato gli ultimi 3 minuti a chiedermi come avesse fatto a sapere che fosse una signora.

  12. cica says:

    Ma sai che questo monologo qua è come quando mia suocera mi parla al telefono? Che magari intanto io mescolo il sugo o lavo l’insalata e dopo un po’ mi perdo, ma fa niente tanto lei non si ferma mica finchè non ha finito. E se non ho capito non importa, che tanto lei vuole solo parlare e dopo basta dire “ah, si si… certo!” e lei è contenta.

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