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Poi diventa matto

Uno non ci pensa, che a pensarci diventa matto, e allora non ci pensa, perché se ci pensa, quando uno per esempio è lì che deve fare la pipì, hai presente? quando uno è lì che deve fare la pipì e non la può fare, cosa fa, la tiene, la tiene e la tiene e fa pressione perché non esca, e nel frattempo se ne produce dell’altra, il sangue scorre, i reni funzionano, la produzione di pipì nel corpo umano è un continuo, non è che smette da un momento all’altro perché l’hai deciso tu, non lo puoi mica decidere consciamente, dire adesso dico al mio corpo di smettere di produrre pipì, e sei lì, che la devi fare, ma non la puoi fare, vuoi perché magari sei in coda in macchina, vuoi perché magari è in un momento che sarebbe sconveniente, e cosa succede? non lo so cosa succede, però secondo me la vescica si deve svuotare, e si svuota dentro il corpo, e la pipì rientra in circolo col sangue, e cerca di uscire, e uno si mette a sudare e sudare, hai presente quando ti scappa tanto la pipì e ti vien da sudare? e per forza di cose poi suda pipì, tu pensa l’odore, poi pensa se uno ha mangiato degli asparagi, che figure, che uno magari non ci pensa ma se ci pensa, porca di una miseria, diventa matto.

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14 thoughts on “Poi diventa matto

  1. cq says:

    Sudore di pipì agli asparagi, quell’odore lì che a me ha sempre ricordato i miei criceti Pepina e Pepote e adesso ogni volta che mangio gli asparagi e poi vado a fare la pipì penso a loro, inevitabilmente, e che mi mancano e mi manca quando ero piccola e io e mio fratello volevamo tanto un animale e così papà un giorno insapettato ci portò una gabbia piena di giornali, fuori all’autoconcessionaria dove aveva comprato la macchina nuova, che ci rubarono dopo solo un mese, e da quel mucchio di giornali uscì fuori prima Pepote e poi Pepina. Ho scritto anche una poesia su Pepina, quando ero piccola.

    Smettila di cambiare, Ale, ti supplico.

  2. Ecco, quando arriverà l’età, questa compressione vescicale, prenderà il nome di prostata e non sarà un una tantum ma un assai tanto che ti guasta il quotidiano e non ti fa godere il sonno. E, si, dicono che di notte la maledetta si rilassa, però ti lascia i muscoli contratti e allora è tutto un anda, anda verso il bagno. Attimi di sollievo e te ne torni a letto e lei, la maledetta, riprende a rilassarsi e ricomincia l’andi. “Tranquillo” ti fa il medico, “è solo una punta, con una pastiglia si risolve tutto”. E prendiamola. Anche questa è blu come quell’altra della virilità ritrovata. I giorni passano e nulla accade. Il temporale vescicale non accenna a diminuire. Si ricontatta il medico e lui, di nuovo, “tranquillo, diamo tempo al tempo”. Poi una notte ricominci a sognare e a non svegliarti più fino al mattino e, durante il giorno puoi camminare, correre senza avere più il bisogno di trovare un albero nascosto dove lasciare, come i cani, il segno del tuo passaggio. E’ fatta, l’incubo è finito, la quiete dopo la tempesta è arrivata. Mi scappa la pipì, a chi?

  3. B says:

    A me gli Scrittori che fanno la pipì non mi piacciono, perché sembrano Uno di Noi. Io ci devo trovare dell’Aulico, in uno Scrittore. Io se ci penso divento matta a pensare che uno dei miei scrittori preferiti pensa solo a fare la pipì in coda, invece di poetare. E(d?) è talmente scrittore che gli scappa da comporre sulla pipì, tale è la sua bravura, chè Egli sa comporre su tutto, con dei rimandi dottissimi. Ecco, se penso così, che Egli è sommissimo, io lo perdono tra me e me e gli regalo anche un consiglio da ammiratore:
    Consiglio
    Oh Scrittore,
    Basta con queste immaginazioni terra-terra, che dopo fai anche quelle terra-aria, perché poi, con la fantasia scrittoria, uno arriva a pensare che c’è anche qualcos’altro che entra in circolo nel sangue, se uno proprio ha mangiato i fagioli e sta in coda, e tutto ciò non è bello da immaginare, leggendo la mattina di buon’ora un buon amico. Se mai mi capitasse di incontrarti, oh Scrittore, cosa dovrei pensare, o cosa dovrei temere, o meglio subodorare? Potrei forse stringerti la mano e pietire un tuo autografo? Oppure dovrei scappare come il disegnetto dell’Arancione, e rifuggire indi le tue mani operose e il tuo sguardo acre trafiggente la tua pelle abbronzata (tutta, tutta abbronzata da cima fondo, da cranio a ditoni) eh?

    A me mi piacciono i cambiamenti dell’Arancione, mi fanno pensare che ci tieni ancora, all’Arancione.

  4. Io ci tengo tantissimo a quello che tu chiami Arancione, e non cambio tutto perché se cambiassi tutto cambierei anche il colore, solo che poi la gente legge che tu lo chiami l’Arancione, e se non c’è niente di arancione perde un po’ di senso.

  5. secondo me eri partito benissimo ma poi non mi è piaciuto più.
    si vede che non mi piace molto il sudore.
    Quindi, dirai tu, si vede che invece la pipì mi piace abbastanza?
    Può darsi.

  6. Io certe volte penso ai grandi del passato (ché nel presente è dura trovarne) che mentre facevano i loro discorsi gli scappava la pipì a bestia e allora magari il discorso lo hanno incattivito un po’ che non mette di buon umore trattenere la pipì per mezzora.

  7. Se a uno gli scappa la pipì e la trattiene, poi gli viene da sudare tantissimo e trattiene anche quello, va a finire che piange.

  8. magica says:

    Anni fa avevo letto su una domanda che qualcuno fece a Carlo d´Inghilterra : allora, principe, quale sarebbe la cosa più bella che ha imparato in tutti i suoi viaggi ? Risposta : “imparato a usare sempre il toilet (per la pipí) ad ogni volta che ne trovavo uno, perchè in viaggio non si sa mai quando verrá il prossimo…”

  9. Ticone era uno che scriveva e disegnava, ed era di sicuro un tipo geniale per via di tutte le stelle che scoprì, e non solo quello. Ma come tutti i geni doveva essere anche un po’ scemo perchè durante una cena per non fare brutta figura trattenne la pipì così tanto che la vescica gli scoppiò e morì. Se prima avesse sudato tanto non credo che qualcuno ora lo sappia.

  10. dannazione, ieri ero imbottigliato e ho pensato intensamente a questo pezzo, pur di non pensare al rischio che mi si riproponesse l’odore della pasta agli asparagi, sotto forma di secrezione sudorifera.

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