vita di blogger

L’uomo che vibrava ai passanti

Stamattina stavo tornando dalla posta, sentivo il cellulare vibrare. Ho guardato in tasca, in quella tasca lì avevo solo le chiavi, e lo so per certo, che le chiavi non vibrano, ma ho toccato, non vibravano. Non avevo altro in tasca, che strano, cos’era che vibrava? Era mica magari come quando sei fermo in treno, che parte il treno vicino, e tu lo vedi muoversi e ti sembra di muoverti tu? Non è che magari le chiavi eran ferme ed ero io che vibravo? Chissà se si vedeva, da fuori.
Mentre questi pensieri occupavano la mia testa ho notato che qualcuno aveva lasciato della carta fuori dalla finestra del mio ufficio, carta oleata, sporca di pizza. L’ho raccolta, e mentre andavo al bidone dei rifiuti ho pensato che meno male han lasciato solo la carta, che io stamattina di pizza non avevo proprio voglia. Magari focaccia, ma pizza no.

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9 thoughts on “L’uomo che vibrava ai passanti

  1. Se c’era la pizza la potevi mettere via per me che io c’ho voglia.
    Adesso vado che mi vibra la coscia e devo rispondere.

  2. BrontosaurusRex says:

    In effetti era l’intero pianeta che vibrava a causa di una chiamata interstellare dei Vogon (alla quale per nostra sfortuna non hai risposto) che volevano avvisarci della prossima demolizione della Terra per fare spazio ad un’autostrada intergalattica

  3. L’importante è che vibri qualcosa se no sai che monotonia!
    Proprio adesso vibra il citofono di casa…mi alzo, rispondo al citofono: una voce vibrata mi dice “Signnore (la doppia enne è d’obbligo) c’è un vibro per voi”!!!!

  4. cq says:

    forse vibrava la panza che voleva la focaccia: un po’ per protesta contro la carta della pizza, un po’ per fame!

  5. La cosa è andata così. C’era un martello pneumatico, lì vicino ma a qualche metro di profondità. E c’era un omino, ad usarlo. Un omino con i baffi, ma questo non ha importanza. Diciamo un omino con i baffi senza importanza. E’ il martello pneumatico, ad avere importanza. E anche la pizza, perchè l’omino se l’era portata in tasca da casa, preparata da sua moglie, napoletana. Insomma, com’è e come non è, all’omino era venuto un languorino, durante la notte. E si era sbafato la pizza. Ma bisogna capirlo: in una mano la pizza e nell’altra il martello pneumatico. La carta oleata proprio non ci stava, così l’ha poggiata sul davanzale del tuo ufficio. Tu non c’eri, perchè se ci fossi stato ti avrebbe chiesto: “Scusi, me la getterebbe nel cestino?”. E nessuno, in questa storia, ci avrebbe fatto una brutta figura.

  6. La pizza è buona quando è impastata bene e questa, sbattuta con il martello pneumatico, doveva essere fantastica!!!

  7. Era capitato uguale uguale a uno zio di mia mamma. Non uguale uguale, la carta oleata non c’era. Però la cosa delle chiavi che vibravano e il treno, proprio uguale uguale. Ma adesso non glielo posso più chiedere perché è morto subito dopo. Anche lui non gli piaceva la pizza. Ma il resto proprio uguale uguale!

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