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Poesia delle lingue

Sono alla finestra
sono le otto del mattino
Sotto la mia finestra
c’è un signore
un signore che parla al telefono
parla in piemontese
un piemontese strettissimo
un piemontese di montagna
un piemontese
che anche io
che sono piemontese
faccio fatica a capire
parla in piemontese
velocissimo
e ogni tanto dice OK

come quei ragazzi
maghrebini
che vedo uscire dalla scuola
italiana
che parlano tra loro in una lingua
maghrebina
ma ogni tanto affiora
in italiano
un vaffanculo.

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12 thoughts on “Poesia delle lingue

  1. Ieri un giovane pakistano che lavora in uno di quei minimarket pakistani mi ha salutato dicendomi “ciao frè.”
    “Frè” è un modo gergale che hanno i truzzi locali per apostrofarsi l’un l’altro, evidente contrazione di “Fratello”.
    Poiché le uniche altre parole proto-italiane che gli ho mai sentito proferire sono “5 euro” e “no credito” sono rimasto davvero basito.

  2. Mauro says:

    Ieri, a una fiera in piazza, due slave – ucraine, moldave, a occhio e croce – parlavano fitte tra loro nella loro lingua, intervallando con svariati “Mamma mia”!

  3. Pensa che ho assistito a una conversazione tra una persona di Lingua tedesca e la mia collega. La mia collega ha solo detto OK per tutto il tempo. Giuro che non ha mai detto altro. E io che mi pensavo che quelli che insegnano Tedesco parlino Tedesco!

  4. cq says:

    Oggi un ragazzino rumeno si è accostato all’auto al semaforo e mi ha detto: “‘a zì, dammi un euro”. ‘A zì: NAPOLETANISSIMO!

    segnalo questo video in tema di lingue e idiomi stranieri.

  5. Transit Medina says:

    Titolo lunghetto(…):

    Quanno tu parl’ miettece a lengua d’o core; sinete,
    auselie, cioè ascolta ll’aria ca rispire: tene ‘n’atu sapore, ‘nu passo liggiero, chille ‘e criature.

    Gli attori dell’amicizia, soggiogati dall’inerzia,
    o dalla fuga, prima o poi, tradiscono.

    Un sentimento forte e fragile:
    viscerale, sconfina il cielo e, muore in volo.

    Lo sparo che tira in ballo l’ Amore.
    Il tradimento in agguato è dato dai sorrisi.

    L’amore e il sesso,
    lottano nel contrasto del sangue,

    e almeno
    una volta, sbancano la storia.

    O ciò in cui si credeva. Furiosi,
    i baci scottano.

    E sulla via delle quattro stagioni,
    i perduti sensi rubano dolore.

    E i nuovi, con mazzi di rose,
    e quelli andati, profumi troppo forti,

    li riconosci dalle orme delle nuvole,
    e dall ‘incidere felpato delle conchiglie.

    Ps: Quando lessi a un certo uditorio quanto sopra, si alzò una donna scollacciata e dalle forme abbondanti e spalleggiata dal suo amante energumeno, disse:

    Ma che vò chisto; stù poeta ‘e quatte sorde?
    che sta accucchianno? ma và pisce! ma va fa ‘n culo.

  6. La storia è madre e non matrigna e si ripete sempre. Prima c’erano i dialetti mischiati, adesso è il momento delle lingue mescolate aspettando, ed è notizia di oggi, di parlare una lingua tecnica!!!!!
    “Ciao nè, ci vediamo crai”, che non è un supermercato ma vuol dire semplicemente domani in dialetto pugliese.

  7. E poi ci sono “dui puvrun bagnà an t’loli” e questo è un autentico esame linguistico per stabilire l’esatta desinenza
    piemontarda!!!!

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