vita di blogger

I lavori veri

Il muratore, dopo che ha lavorato, ha fatto una casa, un muretto. L’agricoltore, gli son cresciute le piante. L’idraulico, prima aveva i tubi che perdevano e adesso non perdono più.
Io, essendo uno che ha sempre fatto dei lavori nel terziario, dei lavori che alla fine del lavoro non hai un risultato tangibile di quello che hai fatto, non vedi la casa finita, non vedi il grano maturo, non vedi la stanza imbiancata, ogni tanto mi ritrovo a provare invidia per chi fa questi lavori qua. Non tanta, che son lavori che fan fatica, ma un po’ sì.
Con Paolo Nori, son tredici mesi che stiam dietro a questo libretto qui, che si chiama Storia del Partito del progresso moderato nei limiti della legge, di Jaroslav Hasek, e adesso, è uscito. Costa due euro e cinquanta (c’è un buono sconto in regalo, anche) e tutti quelli che l’han comprato mi fanno i complimenti, perché è un libro bellissimo, lo dicon loro ma lo dico anche io, senza falsa modestia, perché, come c’è scritto nel libro, “la modestia abbellisce l’uomo, ma l’uomo non deve abbellirsi, e perciò non dobbiamo esagerare in modestia”.
E quando, tra intoppi e rallentamenti, lavori per tanto tempo alla riuscita di qualcosa, e poi alla fine riesce, ed esce un libro, o un libro digitale, ecco, quelle volte lì ti sembra di far qualcosa che ci assomiglia, un po’, a quello che fanno i muratori, gli agricoltori, quelli che fanno i lavori veri.
Sembra che tutto abbia un po’ più di senso.
(compratevelo, è bellissimo)

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13 thoughts on “I lavori veri

  1. alba says:

    La differenza é che quelli che fanno quei lavori lí parlano e scrivono in un italiano meno infantile.

  2. Pur essendo da più di dieci anni sulla tastiera del PC non riesco a leggere gli e-book ne, tanto meno, i giornali web. Do un scorsa e poi se trovo qualche cosa d’interessante corro in edicola a comprarmelo! Sono nato prima e amo ancora l’odore della carta e leggere dove più mi fa comodo in quel momento e non “chino sulle sere a tirare le mie tristi reti” guardando lo schermo luminescente. Questo, però, vista la “pubblicità progresso” interpersonale proverò a comprarmelo, sempre che non mi imbroglicon la carta di credito, con il pin, con il cup,ecc. Sono nato prima!!!!

  3. @Frator Per leggere un book, io uso l`e-reader e non il pad, perché hai ragione: l`illuminazione è fastidiosa. In questo modo ho sempre con me non solo il libro, ma una biblioteca. Forse i maschi sono penalizzati dal fatto che non portano borsette.

  4. Anche. (io uso sia l’e-reader, sia l’iPad, sia i vari telefoni che mi porto sempre dietro. potendo leggere spesso solo in casa, l’apparecchio più usato per leggere è senz’altro l’iPad)

  5. Anch’io lavoro nel “teorico” e ogni tanto invidio un po’ la concretezza di chi crea/aggiusta/fa con le mani e con gli attrezzi. Ce la metto tutta nel cucinare per la mia famiglia, nell’incartare i regali per gli amici, nel lasciare un appunto scritto a mano ad un cliente su quei fogli tutti-precisi-stampati-al-pc, sperando di lasciare un’impronta del mio impegno. Poi, fortunatamente, capisco che ogni tanto mi riesce, quando rivedo quell’impronta in un sorriso che spunta per merito mio :)

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