E io che mi pensavo

Io, se fossi Bonino, e mi presentassi alle elezioni

Se io non fossi Bonino, ma fossi un altro, non sarei Bonino, sarei un altro, e non so mica cosa sarei, come sarei, come mi porrei nei confronti del mondo. Se fossi Piero Grillo (nome inventato) non sarei mica io, sarei un altro, e sarebbe un bel casino, perché non ho idea come sarebbe, essere un altro, e se fossi Giacomo Monti (nome inventato), e mi presentassi alle elezioni, non lo so come mi sentirei, perché non lo sono, e immaginarsi diversi da quel che si è è una cosa che dà sempre dei problemi, pensate andare in giro e dire Buongiorno, sono Piercarlo Bersani (nome inventato), votatemi alle elezioni. Son visioni che uno fa fatica a immaginarsele. Magari con un nome diverso uno sarebbe pettinato diverso, con dei vestiti diversi, magari uno porterebbe, non lo so, chiamandosi Lucio Berlusconi (nome inventato), delle scarpe di coccodrillo, o magari un borsello, magari userebbe la brillantina Linetti, nel caso uno ne avesse bisogno. Io, se fossi Bonino, e mi presentassi alle elezioni, andrei in giro nudo con un cespo di lattuga in mano, e direi, «Ecco, io sono questo, e il mondo ha bisogno di me».

sabato 23 febbraio 2013 – 7 Commenti

Uno scrittore dovrebbe fermare i tori

Uno scrittore dovrebbe fermare i tori
solo con la forza della sua poesia
dovrebbe prenderli per le corna
e portarli con sé in altalena

Uno scrittore dovrebbe rovesciare i tavoli
con la potenza delle parole
e la gente che mangia pensare
che è così che si sarebbe sempre dovuto mangiare

Uno scrittore dovrebbe arrotolare una poesia
e darla da fumare a tutti
e tutti direbbero: vacca boia che roba buona.

martedì 19 febbraio 2013 – 21 Commenti

Mi stupisco sempre

Chi sono le sorelle Deeley, Devon e Maxie McKenna? Tre donne ambiziose e competitive, che all’apparenza conducono una vita perfetta nel jet-set internazionale. Deeley è la fidanzata di copertura di un divo di Hollywood che nasconde al mondo intero la sua omosessualità. Ma quando il loro tacito accordo salta, viene messa alla porta senza troppi complimenti. Deeley è così costretta ad abbandonare la sua gabbia dorata di Los Angeles e a fare ritorno a Londra dalle sorelle. Nemiche o amiche? Rivali o complici? Tre sorelle, tre storie d’amore e di competizione in un romanzo rosa originale come Il diavolo veste Prada e appassionante come Un diamante da Tiffany. Vi starà benissimo.

Questo libro esiste davvero.

giovedì 31 gennaio 2013 – 7 Commenti

Poesia della foschia

Non è
proprio nebbia,
è più
come se qualcuno
si fosse fumato il cielo.

martedì 29 gennaio 2013 – 9 Commenti

La Dieta Definitiva Che Porrà Fine A Tutte Le Diete

Conosco tanta gente a cui piace leggere, e tanta, di questa gente, leggendo ha, come si dice, maturato la voglia di scrivere un libro proprio: con tutta quella gente che scrive, si dice quella gente che legge, perché non posso farlo anche io; e tanta gente a cui piace il cinema, lo so, ha il desiderio inespresso di fare dei film, mica tutti, però è così, è normale, cosa ci vuoi fare.
Ecco, io sono espertissimo di diete, e essendo espertissimo, penso di essere migliore di chi le scrive, le diete, per cui, naturalmente, ho inventato una mia dieta, che ho chiamato La Dieta Definitiva Che Porrà Fine A Tutte Le Diete. Non ci scriverò un libro, non terrò dei corsi. La espongo qui gratuitamente in maniera succinta, di modo che tutti possano goderne.
È una dieta che ha un metodo preciso, e seguendola non si può non dimagrire. Dice così:

Se hai sete, bevi un bicchier d’acqua; se hai fame, bevi un bicchier d’acqua.

giovedì 17 gennaio 2013 – 15 Commenti

Un discorso un po’ generico e un po’ specifico sull’evoluzione dell’umanità

Il progresso dell’umanità, mi sembra, sta nelle batterie. Prendiamo della roba, e la facciamo andare a batterie. Va un po’ tutto a batterie, adesso vanno a batterie anche le sigarette, mi hanno detto; adesso vanno a batterie, pensa un po’, anche i libri. Nel futuro, ho pensato, andranno a batterie anche le persone, ma forse, m’è venuto in mente, conosco della gente così avanti che va a batterie già adesso.

martedì 15 gennaio 2013 – 8 Commenti

Quelli a cui manca tanto Giorgio Gaber, ho pensato, potrebbero prendersi un peluche.

Gli anni passano e io avevo scritto un pezzo che parlava di un cecchino che sparava agli angeli arcangeli troni e dominazioni e diceva Guarda come cadono giù, quei cotechini;
di un pittore che dipingeva dei quadri che quando li appendevi la pittura poi non si solidificava sul quadro ma colava tutta sulla parete e per terra e il quadro diventava un tutt’uno con la stanza che lo ospitava, divenendo di valore inestimabile ma anche inamovibile, con i dilemmi che questo comporta;
di botti di fine anno che scoppiano fino a mezzanotte, poi a mezzanotte si zittiscono e vanno a dormire, contrariamente a quanto ci si aspettava;
di cani di peluche talmente puliti e obbedienti che te ti aspetti un futuro molto roseo per l’economia dei cani di peluche.

Gli argomenti eran belli, il pezzo non tanto, così ho pensato di elencare solo gli argomenti, mentre gli anni passano e le mamme non imbiancano, perché non nevica.

mercoledì 2 gennaio 2013 – 6 Commenti

Tra le maschere che l’uomo può indossare

Se qualcuno non ha letto Seconda stella a Destra (sottotitolo: Vite semiserie di astronomi illustri) di Amedeo Balbi, direi che dovrebbe vergognarsi, perché, per prima cosa, è un libro bellissimo, e per seconda cosa, contiene la postfazione del più grande di tutti (io).
Chi l’ha letto ricorderà che il libro ripercorre la storia dell’astronomia attraverso le vite dei principali astronomi, rivelando gustosi aneddoti: c’era quello con il naso finto, quello che è morto di pipì, quello che oltre all’astronomo faceva anche l’astrologo e così via. Ricordo che avevo letto una recensione di Piero Bianucci su La Stampa, dove Bianucci stroncava il libro, dicendo grossomodo che l’astronomia non è materia da trattarsi in maniera così leggera e ciao a tutti. Mi era dispiaciuto, perché secondo me Bianucci il libro non l’aveva capito, ma si vede che poi, in un secondo momento, ci ha riflettuto su in modo più approfondito, perché l’altro giorno ho visto che Bianucci ha pubblicato un libro, che ha chiamato Storia sentimentale dell’astronomia, dove racconta, leggo il lancio pubblicitario, che
Talete cadde in un pozzo mentre passeggiava guardando la Luna. Tycho Brahe girava con un naso finto perché aveva perso quello vero in un duello. Keplero scoprì le leggi del moto dei pianeti ma faceva oroscopi per campare e salvare dal rogo la madre fattucchiera…
Adesso va in giro a presentarlo con Gambarotta, in conferenze che si chiamano Vite stravaganti di astronomi illustri. Bianucci è uno che ne sa. Complimenti.
(grazie a Peppe Liberti che ha ricapitolato la storia)

venerdì 30 novembre 2012 – 10 Commenti

Ode a Jessica Fletcher

E poi ti chiedono
dove va Jessica Fletcher
durante le pubblicità?

Tu pensi
che di sicuro
va a uccidere qualcuno
dopotutto
i morti
ammazzati
son la sua fortuna

Senza i
morti ammazzati
che fine farebbe
Jessica Fletcher?

Ma poi lo sai
che la verità è difficile
che la verità fa male
che a volte
se dici che Jessica Fletcher
è lei
che ammazza i morti
li ammazza proprio lei
puoi rovinar delle vite

E allora
quando ti chiedono
dove va Jessica Fletcher
durante la pubblicità
tu rispondi
«dove vuoi che vada
va a fare la pipì».

venerdì 16 novembre 2012 – 16 Commenti

La persona normale che è in te

A volte mi pare di essere un po’ strano. Mi dico Ma no, è normale, cosa credi, credi di esser diverso dagli altri, son tutte delle costruzioni che ti fai, stai tranquillo che se ci fosse una definizione di normalità, tu saresti completamente normale, e sei normale anche nel tuo crederti strano, non credere, non credere che anche gli altri che rientrano statisticamente nella normalità non credano anche loro di essere un po’ strani, sei medio, mi dico, è tutto un rifugio, quello di credersi strani, è un po’ come quelli che dicono tanto a me non succede, e poi gli succede e zac.
Sarà, mi dico, ma io a volte mi sento un po’ strano. Mi peso tutti i giorni, è normale? Mi peso tutte le mattine, vado in bagno, faccio la pipì, poi mi spoglio nudo e mi peso, poi mi rivesto e vado a prendere il caffè in cucina. Dopo torno nel bagno, proseguo nell’espletamento delle mie funzioni, e poi mi ripeso. A volte peso uguale: si vede, mi dico, che i trecento millilitri di caffè che ho preso bilanciano perfettamente quel che ho lasciato nel bagno; a volte peso diverso, ci son delle discrepanze, e allora investigo su cosa ho mangiato il giorno prima, sulle fibre, grassi, proteine, carboidrati. Dopo metto tutto su una tabella nel computer e faccio i grafici. Se secondo te è normale, mi dico, dimmelo. Perché secondo me è strano, non è mica normale. Poi fai te, mi dico. Se vuoi saperlo, mi dico con un po’ di strafottenza, lo faccio anche la sera, mi lavo, e poi, prima di vestirmi da notte, mi peso, così sono in grado di prevedere quanto peserò la mattina dopo. A volte sono bravissimo, a volte invece meno. La maggior parte delle notti perdo circa seicento grammi. Se ti sembra normale, boh, mi dichiaro vinto.
Quando mi capita di fare il caffè anche per mia moglie, le metto lo zucchero, io non lo metto, lei lo mette, le metto un cucchiaino, e poi lo giro dodici volte, in senso orario, non so perché, mi son accorto che faccio sempre così, dodici volte, in senso orario, non una in più, non una in meno.
Ti sembra normale?

lunedì 12 novembre 2012 – 35 Commenti